Migranti, il sindaco di Cabras chiede la chiusura del centro per minori: cosa sta succedendo
Furti, danneggiamenti, episodi di violenza e molestie: «Una situazione che non può andare avanti»
Cabras La situazione attorno al centro per minori di via Toscana è arrivata a un punto di rottura. Dopo settimane di segnalazioni e denunce da parte dei residenti, il sindaco Andrea Abis ha deciso di chiedere alle istituzioni un intervento sul futuro della struttura: per il Comune, il centro deve essere chiuso oppure sottoposto a una radicale revisione della gestione. La questione è ora arrivata sul tavolo delle istituzioni dopo l’aumento delle denunce presentate dai cittadini ai carabinieri. Tra le segnalazioni ci sono furti nelle auto e nelle abitazioni, danneggiamenti e comportamenti molesti. Alcuni residenti lamentano la presenza di ragazzi nelle strade del paese anche durante la notte, nonostante le disposizioni sugli orari di rientro nella struttura. A preoccupare è anche quanto, secondo le segnalazioni raccolte, accadrebbe all’interno del centro. Sono stati riferiti problemi nei confronti degli operatori, tra episodi di violenza e molestie, e una situazione che secondo l’amministrazione comunale sta diventando sempre più difficile da governare. Il sindaco ha quindi portato la questione direttamente alle autorità competenti.
Venerdì Abis ha incontrato il nuovo prefetto di Oristano, Paolo Corritore, alla presenza della garante regionale per i diritti dei minori Anna Cau. In quella sede il Comune ha formalizzato la richiesta di chiusura del Cas per minori, lasciando aperta la possibilità di una permanenza soltanto a fronte di un cambio immediato nella gestione della struttura. «Siamo perfettamente a conoscenza dei problemi», è la posizione espressa da Abis, che sottolinea come l'amministrazione comunale e i servizi sociali siano impegnati quotidianamente nella gestione delle criticità. Il punto, però, è che la situazione avrebbe ormai assunto dimensioni tali da non poter essere affrontata soltanto attraverso l'intervento delle forze dell'ordine.
Il sindaco rivendica anche la tradizionale disponibilità della comunità cabrarese alle politiche di accoglienza, ma contesta il modo in cui il sistema viene gestito. Secondo Abis, il governo nazionale starebbe trasferendo sui Comuni responsabilità e problemi senza mettere a disposizione strumenti adeguati. Martedì Abis sarà a Cagliari per incontrare la presidente della Regione Alessandra Todde. Un confronto dal quale il sindaco si aspetta una risposta concreta, dopo aver ribadito che Cabras non intende sottrarsi alle politiche dell’accoglienza, ma non può nemmeno continuare a farsi carico di una gestione che, secondo l’amministrazione, sta producendo ricadute sempre più pesanti sulla comunità.
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