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Energia, trasporti e caldo estremo: il comparto del latte sardo è sotto pressione: «Serve un sostegno»

Energia, trasporti e caldo estremo: il comparto del latte sardo è sotto pressione: «Serve un sostegno»

Il presidente e amministratore della Cooperativa Latte Arborea Remigio Sequi: «Subito dalla Regione un intervento straordinario»

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Arborea Energia, trasporti e materie prime più costosi, insieme agli effetti dello stress da caldo. È la combinazione che sta mettendo sotto pressione il comparto bovino da latte in Sardegna, spingendo la Cooperativa Latte Arborea a chiedere alla Regione un intervento straordinario a sostegno delle aziende agricole. La richiesta è stata avanzata dal presidente e amministratore delegato Remigio Sequi all’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Agus, durante un incontro dedicato alle difficoltà della filiera. Sul tavolo anche la proposta di aprire un tavolo tecnico con assessorato, organizzazioni agricole e rappresentanti del settore. A pesare, secondo la cooperativa, è innanzitutto il prezzo del latte, indicato come «notevolmente più basso» rispetto al 2025. A questo si aggiungono il blocco della movimentazione dei capi, l'aumento dei costi energetici, delle materie prime e dei trasporti e l'incidenza del sistema europeo di scambio delle quote di emissione di anidride carbonica sui rincari delle tariffe marittime.

Un insieme di fattori che, sostiene Sequi, «rende necessario intervenire direttamente sul reddito degli allevatori per evitare una progressiva riduzione del patrimonio bovino e garantire continuità produttiva e occupazionale». La Cooperativa Latte Arborea guarda in particolare alla misura di sostegno adottata dalla Regione nel 2022 per il comparto lattiero-caseario. L'ipotesi indicata è una formula che non incida sul regime «de minimis», adattata alle caratteristiche del settore agrozootecnico sardo e articolata per fasce dimensionali, con un criterio proporzionale basato sul numero dei capi. L'obiettivo dichiarato non è soltanto sostenere le singole aziende, ma mantenere la capacità produttiva degli allevamenti e, di conseguenza, l'intera filiera.

Sul fronte climatico, i dati dello studio Climalat, realizzato dalla Cooperativa Latte Arborea con il Dipartimento di Agraria dell'Università di Sassari, fotografano un'altra criticità. L'80% degli allevamenti del polo territoriale risulta interessato da una marcata stagionalità produttiva legata allo stress da caldo. Le perdite sono stimate tra 15 e 20 milioni di litri di latte all'anno, dei quali 5-6 milioni attribuibili alle sole ondate di calore estive. Nei picchi termici la produzione può calare fino al 20%, con conseguenze anche sulla qualità del latte e sulla fertilità degli animali. Per gli allevamenti che riescono a mantenere i volumi, inoltre, il caldo comporta costi energetici molto più elevati, legati soprattutto alla ventilazione necessaria per garantire il benessere degli animali. La Cooperativa Latte Arborea riunisce 146 aziende agricole e nel 2025 ha prodotto complessivamente circa 191 milioni di litri di latte, con un fatturato di 267 milioni di euro. (cat.co.)

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