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Il processo

«Lei ha un’infezione»: così il finto ginecologo ingannava le pazienti per farsi inviare foto e video intimi – La storia

«Lei ha un’infezione»: così il finto ginecologo ingannava le pazienti per farsi inviare foto e video intimi – La storia

L’uomo spaventava le donne, almeno 18 secondo la Procura, modificando i referti o inventando patologie inesistenti

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Lecce  Si spacciava per il ginecologo di fiducia o per uno specialista dell’ospedale dove le vittime si erano effettivamente sottoposte a esami di laboratorio. Poi, inventando patologie urgenti e quadri clinici allarmanti, convinceva giovani donne a inviargli foto e filmati intimi per “diagnosi” e presunte “terapie a distanza”. Si aprirà nei prossimi mesi davanti al Tribunale di Lecce il processo a carico di Salvatore Sisto Urgo, 44 anni, accusato di tentata violenza sessuale, usurpazione di funzioni pubbliche e acquisizione fraudolenta di dati personali. Il Gup ha disposto il rinvio a giudizio accogliendo la ricostruzione degli inquirenti sul raggiro che ha coinvolto almeno 18 donne tra i 20 e i 40 anni.

La trappola del falso medico e i dati violati

L’indagine ha preso il via dalla denuncia presentata nel 2021 da una studentessa ventiquattrenne di Lecce, insospettita dal tono e dalle richieste di quello che credeva essere un medico della propria struttura sanitaria. Secondo la ricostruzione della Procura, l'uomo riusciva a procurarsi illecitamente i recapiti telefonici e i referti di reali esami clinici svolti dalle ignare pazienti. Ottenuta la loro fiducia grazie alla conoscenza di dettagli riservati sui loro controlli sanitari, le contattava via chat o telefonata. Dopo averle spaventate con la falsa notizia di infezioni o anomalie da trattare senza perdere tempo, le convinceva della necessità di un controllo in videochiamata o dell'invio di materiale fotografico delle parti intime. In diversi casi, il falso specialista spingeva le vittime a compiere veri e propri atti sessuali davanti alla fotocamera, presentandoli come insolite procedure di "autovalutazione terapeutica".

Recidivo

Per l'imputato — attualmente già detenuto per altra causa — non si tratta del primo procedimento per reati della stessa natura. Già nel 2012 l'uomo era stato arrestato dalla Polizia Postale per aver adottato il medesimo modus operandi ed era stato successivamente condannato dal Tribunale di Bologna.

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