Il volume della tv è troppo alto, tenta di strangolare e affogare la moglie: il pm chiede la condanna a 10 anni
Per la difesa fu la donna ad aggredire per prima il marito
Santu Lussurgiu Dieci anni per aver tentato di uccidere la moglie. È la condanna chiesta dal pubblico ministero Valerio Bagattini per Mario Are, 42 anni, accusato dell’aggressione a Monica Dore nella notte del 4 aprile 2024. Per l’accusa fu un tentativo di strangolamento e annegamento. Per la difesa, invece, fu la donna ad aggredire per prima il marito. Il processo è arrivato alle battute finali.
La parte civile, rappresentata dalle avvocate Anna Lisa Carta e Romina Marongiu, si è associata alla richiesta di condanna. Di segno opposto la posizione dell’avvocato Gennaro Di Michele, che ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. In subordine, ha sollecitato l’assoluzione per insufficienza di prove o la derubricazione del reato in eccesso colposo di legittima difesa, con il riconoscimento delle attenuanti generiche.
Il punto centrale del processo resta la ricostruzione di quella notte. Secondo la Procura, Are avrebbe cercato di strangolare la moglie con un cavetto e avrebbe poi immerso più volte la sua testa nella vasca piena d’acqua.
La difesa contesta però la dinamica dell’annegamento: quando arrivarono i carabinieri, la vasca era asciutta e asciutti erano anche i capelli e gli abiti della donna. Secondo il legale, la lite sarebbe iniziata per il volume troppo alto del televisore. Are, svegliato dai rumori, avrebbe cercato di evitare lo scontro rifugiandosi in bagno, dove sarebbe stato raggiunto e aggredito dalla moglie con uno scopino. Anche le lesioni riportate dalla donna vengono contestate: per la difesa potrebbero essere state provocate da una caduta tra rovi e pietre durante l’allontanamento dall’abitazione. La difesa ha inoltre chiesto di dichiarare nulla l’udienza del primo luglio 2025, quando la persona offesa venne esaminata in assenza del suo difensore di fiducia, sostituito da un legale d’ufficio. Il verdetto del collegio presieduto dalla giudice Carla Altieri è atteso dopo le repliche del 27 ottobre.
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