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Ambiente

Emergenza rifiuti nell’isola, un impianto aumenta la capacità: ecco dove

di Michela Cuccu
Emergenza rifiuti nell’isola, un impianto aumenta la capacità: ecco dove

Plastica e umido: l’impianto di Masangionis ad Arborea si prepara a ricevere quantitativi maggiori di raccolta

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Arborea Aumento delle quantità di plastica e compost: con questo via libera straordinario, l’impianto di Masangionis si conferma snodo strategico per evitare il collasso della Sardegna sul fronte dei rifiuti. L’estate 2026 si è rivelata infatti drammatica per l’isola, segnata da pesanti sospensioni del ritiro della plastica in molti Comuni. A mandare in tilt il sistema è stato il boom di imballaggi legato al picco turistico, aggravato da un doppio nodo strutturale: l’impossibilità di spedire rapidamente i carichi di plastica via nave verso gli impianti della penisola e, soprattutto, i nuovi e più rigidi standard qualitativi imposti dal consorzio nazionale Corepla, che molti centri di raccolta sardi non riuscivano a soddisfare, provocando il rifiuto dei materiali e la saturazione dei siti di stoccaggio. La Provincia è intervenuta d’urgenza con una deroga per permettere all’impianto consortile di accogliere i flussi provenienti anche dagli altri territori sardi in totale affanno.

Ma c’è di più. L’intervento mette a segno un aumento record per il compostaggio dell’umido: la linea compie un balzo storico, passando dal vecchio limite di 22.700 tonnellate all’anno alla cifra record di 29mila. Parallelamente, per scongiurare il blocco della filiera del riciclo, il tetto per la linea plastica e metalli è stato innalzato a 26mila tonnellate complessive per l’anno in corso, assorbendo così l’enorme surplus estivo che aveva già superato le 24.150 tonnellate. A rendere possibile la gestione di questa imponente mole di scarti in più è proprio il cuore tecnologico dell’impianto di Masangionis, l’unico in grado di superare lo scoglio delle severe regole nazionali. Il sito è stato infatti recentemente potenziato con software di selezione basati sull’intelligenza artificiale e nastri trasportatori più veloci. Questa tecnologia permette di riconoscere, separare e ripulire i diversi polimeri plastici a ritmi record e con una precisione millimetrica, garantendo la purezza del materiale pretesa da Corepla. Il provvedimento provinciale scadrà il 31 dicembre. Per non alterare l’impatto ambientale complessivo del sito, l’aumento della plastica viene compensato riducendo lo spazio di carta e cartone, mentre il record dell’umido viene bilanciato togliendo spazio al trattamento del rifiuto indifferenziato per destinarlo al riciclo.

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