West Nile, il tavolo permanente è fatto: le novità
La Provincia di Oristano chiude il cerchio: entro fine mese la prima riunione. In calo la presenza delle zanzare e anche i contagi
Oristano Il tavolo tecnico-scientifico per contrastare la West Nile e la proliferazione delle zanzare era stato delineato già nei mesi scorsi, anche dopo le sollecitazioni del Campo largo in Provincia e del consigliere comunale di minoranza al Comune di Oristano, Umberto Marcoli. Ora la Provincia di Oristano annuncia di aver completato il coinvolgimento di tutti i soggetti previsti, aprendo la strada alla seconda fase del piano di prevenzione. L'organismo riunirà istituzioni, ricercatori, organismi sanitari e associazioni di categoria per definire nuove strategie di intervento. La prima riunione sarà convocata entro ottobre. Tra le priorità c'è la sperimentazione di trattamenti biologici nelle risaie, con l'obiettivo di intervenire sulle larve e ridurre la proliferazione delle zanzare già dalla stagione risicola del 2027. Un percorso che richiederà approfondimenti scientifici, verifiche tecniche e autorizzazioni, oltre alla collaborazione delle aziende agricole.
La Provincia presenta anche i primi risultati delle attività svolte nel 2026. Secondo i dati diffusi dall'ente, le catture della Culex pipiens, principale vettore del virus West Nile, sono passate da oltre 8mila esemplari nel 2025 a poco meno di 5mila quest'anno, con una riduzione di circa il 40%. In calo anche i casi umani accertati, 28 nel 2026 contro i 39 registrati nello stesso periodo dell'anno precedente. Il piano proseguirà con il potenziamento del monitoraggio, gli interventi antilarvali e il coordinamento con i Comuni. La nuova fase punta a individuare le aree più critiche e a rendere più mirate le azioni di contrasto, con particolare attenzione alle zone risicole e costiere.
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