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Arte

Per celebrare la storia del paese spunta un carciofo monumentale: ecco dove

di Paolo Camedda
Per celebrare la storia del paese spunta un carciofo monumentale: ecco dove

L’opera è del pluripremiato artista Giuseppe Carta

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Siamaggiore L’anguilla di Santa Giusta non è più sola. Un’altra scultura monumentale svetta per celebrare storia e tradizioni di un paese della provincia. Siamo a Siamaggiore dove da venerdì 16 ottobre un carciofo gigante saluta chi arriva in via Aldo Moro, all’incrocio con via Roma. Realizzata dall’artista di Banari, Giuseppe Carta, l’opera sorge nella nuova area verde, fulcro di un intervento di riqualificazione degli spazi pubblici, e rende omaggio alla storia agricola del paese e al lavoro dei suoi produttori. «Consegniamo alla nostra comunità un nuovo simbolo, capace di raccontare ciò che siamo e ciò che vogliamo essere – ha dichiarato il sindaco Davide Dessì –. Per Siamaggiore il carciofo non è semplicemente un prodotto agricolo, ma lavoro, tradizione, cultura e storia delle generazioni che hanno costruito il nostro territorio». La scultura diventa così anche un modo tangibile per far conoscere il paese attraverso il suo prodotto più caratteristico.

Lo scultore Il Comune, per realizzarla, si è rivolto a un artista conosciuto in Italia e all’estero, che ha fatto della natura il centro della propria ricerca. Carta nel luglio scorso ha ricevuto dalla Camera dei deputati a Montecitorio il riconoscimento di “Eccellenza Artistica”. Precedentemente è stato insignito dei titoli di "Ambasciatore della Creatività", conferito dalla città di Pietrasanta, e di "Ambasciatore del peperoncino nel mondo", attribuito dall’Accademia Italiana del peperoncino, e ha vinto il premio La Nuova Sardegna e il premio Ambiente e Società. Gli è stata conferita inoltre la cittadinanza onoraria di Tropea. Nel 2022 è stato invitato a Mougins, in Francia, come scultore dell’anno per la rassegna “Monumental”. Nelle sue “Germinazioni”, Carta porta frutti e ortaggi a dimensioni monumentali: elementi familiari cambiano scala e invitano a riscoprire il rapporto con la terra.

La statua di Siamaggiore si lega a questo percorso e ha un significato particolare anche per lo scultore. «Sono particolarmente felice di aver realizzato quest’opera – ha dichiarato –. Il carciofo è un elemento profondamente legato alla mia terra natale e questo rende il lavoro ancora più significativo per me».

L’installazione La collocazione risponde alla volontà di rendere più accogliente l'accesso al paese. Il progetto comprende infatti la sistemazione del verde e delle isole spartitraffico, il miglioramento della segnaletica e la riqualificazione dei marciapiedi di via Aldo Moro. Un’attenzione particolare è riservata anche al rinnovamento del patrimonio arboreo. «La bellezza non è un lusso riservato alle grandi città – afferma il sindaco –. Appartiene anche ai piccoli centri: noi abbiamo il dovere di cercarla, realizzarla e costruirla». L’intervento punta a migliorare gli spazi vissuti dai residenti, e, attraverso il Monumento al carciofo, a creare un nuovo richiamo culturale per Siamaggiore. «Chiediamo ai cittadini di custodirlo e prendersene cura – conclude Dessì –, perché racconti ai giovani la nostra storia agricola e diventi un patrimonio condiviso».

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