Ultimatum sardista al sindaco: «Vogliamo la presidenza della Fondazione entro venerdì»
Nuovi venti di crisi in maggioranza, la giunta di nuovo in bilico
Oristano Venerdì 23 ottobre suona il gong sardista. Il sindaco Massimiliano Sanna ha cinque giorni per riflettere sul da farsi, dopo di che dovrà prendere una decisione sull’ultimatum. Il commissario provinciale del partito, Domenico Gallus, è stanco di aspettare e ha fissato il punto di non ritorno. Vuole, non per sé ma per il Psd’Az, la presidenza della Fondazione Oristano, l’organismo che gestisce in città tutti i principali poli culturali e che è anche il soggetto attorno a cui fa perno l’organizzazione della Sartiglia. Non è il primo richiamo che Gallus muove al sindaco, ma questo ha davvero l’aria di essere l’ultimo. Già a fine estate i sardisti avevano infatti rivendicato quel posto che, secondo gli accordi elettorali di quattro anni fa, spetterebbe loro.
In realtà, il presidente Carlo Cuccu fu nominato proprio dal Psd’Az, solo che le strane alchimie di cui si compone la sostanza di questa consiliatura quanto mai sui generis hanno portato il gruppo che lo sosteneva in altri lidi. Sono tutti convolati in Forza Italia e quindi, secondo il teorema della suddivisione degli incarichi in base all’appartenenza politica, non dovrebbero più avere un loro esponente alla guida dell’istituzione. Da quasi due mesi i sardisti chiedono il cambio di presidenza, ma Massimiliano Sanna che potrebbe scrivere un libro intitolato “Lo zen e l’arte di temporeggiare”, ha lasciato cuocere nel loro brodo gli alleati. In realtà, il sindaco aveva addotto una motivazione valida ovvero di attendere il bilancio della Fondazione Oristano prima di procedere al cambio. Disse che, passato quel momento, avrebbe preso una decisione. Che però non è mai arrivata.
Così, affinché nessuno faccia orecchie da mercante, il commissario del Psd’Az gli ricorda che la scadenza è già vecchia e che dalla prossima il sostegno alla maggioranza da parte dei sardisti potrebbe essere cosa non scontata. «Non darò un altro avviso – afferma deciso Domenico Gallus –. Se entro venerdì il sindaco non garantirà gli accordi, dovremo operare una scalta drastica. Non fa mai piacere trovarsi a scegliere se mandare a casa qualcuno, il nostro assessore e i nostri consiglieri in primis, ma la situazione non può essere tollerata ulteriormente». E lo ribadisce talmente tante volte che tutto sembra fuorché un abbaiare alla luna. La settimana inizia quindi all’insegna dell’incertezza, fattore a cui Massimiliano Sanna sembra essersi abituato assai bene in questi anni, visto che si è districato al meglio in una situazione di crisi pressoché perenne. I sardisti hanno però dalla loro i numeri, visto che contano su due consiglieri comunali, Davide Tatti e Giulia Solinas, cifra sufficiente per far crollare la maggioranza. Se si aggiunge la gastrite cronica di Sardegna al Centro 20Venti il quadro clinico non sembra ottimale. Lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì... «Chi vuol esser lieto sia del doman non c’è certezza», cantava Lorenzo Il Magnifico. «Chissà, chissà domani/Su che cosa metteremo le mani...», per citare il più recente Lucio Dalla.
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