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Oristano

L’assemblea

Caro gasolio, prodotti sotto pagati e costi alle stelle: la rivolta delle campagne

Caro gasolio, prodotti sotto pagati e costi alle stelle: la rivolta delle campagne

Trecento aziende Coldiretti fanno squadra a Oristano per difendere i redditi agricoli: le misure servono ma non sono sufficienti

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Oristano Oltre 300 aziende agricole riunite per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle battaglie ancora aperte. L’assemblea provinciale di Coldiretti Oristano, dal titolo “Insieme per la difesa del reddito agricolo”, ha messo al centro le difficoltà di agricoltori e allevatori, alle prese con l’aumento dei costi di produzione e con prezzi di vendita che spesso non garantiscono una remunerazione adeguata. Tra i risultati rivendicati dall’organizzazione figurano i 25 milioni di euro stanziati dalla Regione per contrastare il caro gasolio, oltre 136 milioni di risorse nazionali ed europee per fronteggiare i rincari dei fertilizzanti e il taglio del 20 per cento sul carburante agricolo commercializzato da Eni. Misure che, secondo Coldiretti, sono il frutto anche delle mobilitazioni nelle piazze e del confronto con le istituzioni. Resta ora da verificare che gli interventi si traducano in benefici concreti e tempestivi per le imprese.

Difficoltà «Il reddito agricolo è oggi sotto attacco su più fronti: aumentano i costi per produrre, mentre troppo spesso il prezzo riconosciuto alle nostre aziende non remunera adeguatamente il lavoro e gli investimenti», ha sottolineato il presidente provinciale Paolo Corrias, evidenziando il ruolo della partecipazione dei soci nella definizione delle richieste da portare ai tavoli istituzionali. Nel corso dell’incontro, ampio spazio è stato dedicato anche ai pagamenti, ai bandi e alle opportunità di sostegno. I responsabili del Centro di assistenza agricola provinciale hanno approfondito le procedure e lo stato delle pratiche, rispondendo alle domande delle aziende. La tempestività nell’erogazione degli aiuti, è stato evidenziato, incide direttamente sulla liquidità necessaria per programmare le attività, dalle semine agli investimenti negli allevamenti.

Emergenze Il confronto ha affrontato le principali criticità del comparto agricolo e zootecnico. Per gli allevamenti, attenzione alla dermatite bovina, alle restrizioni e alla richiesta di ristori adeguati, oltre che alla crisi del settore ovino. Su questo fronte Coldiretti Sardegna ha richiamato la necessità di fermare il ribasso delle quotazioni del Pecorino Romano e tutelare il prezzo del latte. Preoccupazioni anche per il comparto risicolo, penalizzato dalla concorrenza delle importazioni, e per l’olio, con la denuncia dell’organizzazione sulle pratiche di miscelazione e commercializzazione come prodotto italiano di olio proveniente dall’estero. All’assemblea si è parlato inoltre delle difficoltà del bovino da latte, delle oscillazioni dei prezzi nell’ortofrutta e dei danni provocati dalla fauna selvatica. Tra i temi affrontati anche la gestione delle risorse idriche, le infrastrutture e le calamità naturali, per le quali sono stati sollecitati interventi di prevenzione e ristori tempestivi. «L’Oristanese rappresenta uno dei territori trainanti per l’economia agricola sarda e non possiamo accettare un sistema nel quale chi produce fatica a coprire le spese e, nello stesso tempo, i cittadini devono pagare sempre di più il cibo», ha aggiunto Corrias. Per il direttore di Coldiretti Oristano, Emanuele Spanò, la priorità resta trasformare le esigenze raccolte tra le aziende in richieste capaci di ottenere risposte dalle istituzioni. «Continuiamo a lavorare affinché le risorse stanziate e gli impegni assunti arrivino fino alle aziende», ha concluso. (cat.co.)

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