Dieci capolavori di Carlo Contini arricchiscono la pinacoteca
Gli eredi del grande pittore del ‘900 sardo vanno in comodato d’uso al Comune
Oristano La pinacoteca Carlo Contini si prepara ad allargare i propri confini. Non con nuove pareti o nuove sale, ma con nuove opere che contribuiranno a raccontare in maniera più completa il percorso artistico di uno dei maggiori interpreti della pittura sarda del Novecento. Dieci lavori del maestro oristanese, a cui la pinacoteca è intitolata, entreranno infatti a far parte del percorso espositivo grazie a un comodato d'uso gratuito concesso dagli eredi Carla Valeria Contini e Valerio Emilio Contini. La decisione è stata formalizzata dalla giunta comunale, che ha approvato lo schema di contratto per la concessione temporanea delle opere. Il comodato avrà una durata di tre anni, rinnovabile, senza alcun onere per le casse comunali e senza modificare la proprietà delle opere, che resteranno nelle mani della famiglia Contini.
L’operazione assume un significato che va oltre il semplice aumento del numero dei dipinti esposti. Per la cultura cittadina rappresenta infatti un nuovo tassello nel percorso di valorizzazione dell’artista. Un percorso avviato da tempo attraverso collaborazioni tra il Comune e gli eredi che negli anni ha portato anche alla donazione di opere importanti come Il Cristo a tre braccia, L’albero della cuccagna e Luci e ombre del Supramonte. «La valorizzazione della figura e dell’opera di Carlo Contini è un impegno importante per la nostra città», osserva il sindaco Massimiliano Sanna, sottolineando come la disponibilità della famiglia permetta di offrire nuove occasioni di conoscenza dell’opera dell’artista e di rafforzare il legame tra la città e uno dei suoi protagonisti culturali più significativi.
L’arrivo dei dipinti consentirà di ampliare il racconto della produzione di Contini attraverso opere appartenenti a periodi e stagioni differenti della sua ricerca. Il pubblico potrà così seguire più da vicino l'evoluzione del linguaggio artistico del pittore, tra figurazione, sperimentazione e costante attenzione al mondo popolare e alle tradizioni della Sardegna. Nella raccolta trovano posto lavori particolarmente rappresentativi. Si va dall’Autoritratto del 1930 a Ritmi di giostra del 1954, passando per il bozzetto de L'albero cuccagna del 1958. Sono presenti inoltre S’istrumpa e La macchia (o Sardegna antica), entrambe del 1963, Santu Lussurgiu del 1962 e Porto di Olbia di notte del 1965. Completano il nucleo Prova fregio Scuola Alagon, realizzata in cemento negli anni Sessanta, Cavalieri dell’Ardia e Suonatore di organetto, olio su tela datato 1967.
Secondo l’assessore alla Cultura Simone Prevete, il nuovo patrimonio espositivo offrirà l'opportunità di rafforzare il ruolo della Pinacoteca non solo come spazio espositivo, ma anche come luogo di studio, ricerca e divulgazione. L’obiettivo è quello di affiancare alle esposizioni attività di approfondimento capaci di avvicinare cittadini, studenti e visitatori all’eredità artistica lasciata da Contini. L’accordo apre inoltre scenari più ampi. Le opere potranno essere richieste in prestito da musei, gallerie e istituzioni culturali di rilievo nazionale e internazionale, previo consenso dei proprietari e in accordo con il Comune. Un’opportunità che potrebbe contribuire a portare il nome dell’artista e quello della città oltre i confini dell’isola.
Il valore dell'iniziativa non si esaurisce però nell’esposizione delle dieci opere. Il comodato rappresenta anche un passo concreto verso l’avvio definitivo del Centro di documentazione e Archivio Carlo Contini, già previsto dall'amministrazione comunale per raccogliere, studiare e rendere accessibile il patrimonio documentale legato al pittore. Per Oristano si tratta dunque di un momento significativo. In un periodo in cui il dibattito culturale spesso ruota attorno a eventi temporanei, la città sceglie di investire sulla memoria e sulla valorizzazione duratura del proprio patrimonio artistico. E lo fa riportando ancora una volta al centro della scena l’opera di Carlo Contini, artista che con i suoi colori, i suoi paesaggi e i suoi personaggi ha contribuito a costruire una parte importante dell'identità culturale del territorio.
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