Coltivazioni record e sequestri, la Sardegna è la capitale mediterranea della cannabis
A Orani l’operazione più rilevante con la scoperta di 25mila piantine nascoste nelle campagne
Sassari Senza considerare il Marocco, leader mondiale nella produzione di marijuana, l’isola si è ormai ritagliata un ruolo da protagonista assoluta nella coltivazione della cannabis mediterranea. E come accade in Marocco, dove le coltivazioni sono concentrate nei rilievi del Rif, anche nell’isola le piantagioni crescono al riparo dei rilievi delle aree interne. La Sardegna è la prima regione in Italia per quantità di piante di marijuana sequestrate, da sola concentra il 59 per cento del totale nazionale.
Tra i casi di mega coltivazioni di cannabis c’è sicuramente quello di Orani, dove i carabinieri lo scorso gennaio avevano scoperto e sequestrato 25mila piantine di marijuana per un peso complessivo di 3 tonnellate e mezza. Se immessa sul mercato, la marijuana avrebbe fruttato 31 milioni di euro. In sostanza, quella di Orani dovrebbe essere la piantagione più grande mai individuata in Italia. Ma, soprattutto, non è un caso isolato. Anzi. Il 6 ottobre del 2024 la polizia aveva scoperto, a Benettutti, 2mila piantine di marijuana, di cui 1100 erano ancora sul campo mentre 900 avevano già iniziato il processo di essiccazione.
Un’operazione che aveva seguito di pochi giorni quella condotta, sempre dalla polizia, nella zona di Ottana, dove la squadra mobile trovato una coltivazione di oltre 4mila piante. Nel calendario dei sequestri c’è anche il sequestro dei militari della Guardia di Finanza di Nuoro, insieme a quelli del Gruppo investigativo criminalità organizzata Cagliari, che avevano intercettato circa 3500 piante di canapa nelle campagne dei Comuni di Fonni, Mamoiada e Sarule. Secondo le stime, la piantagione avrebbe garantito circa una tonnellata e mezzo di infiorescenze e foglie essiccate, pronte per la vendita al dettaglio, che avrebbero fruttato proventi per circa 15 milioni di euro.
Nel 2023 i carabinieri avevano messo a segno un altro sequestro record, che tre anni dopo sarebbe stato superato da quello di Orani. Nelle campagne di Ozieri, 12mila piante erano state strappate dalle mani dei trafficanti di droga proprio nel momento in cui si potevano iniziare i conti per stabilire i ricavi, poi calcolati dagli inquirenti che avevano stimato una cifra compresa tra i 10 e 50 milioni di euro. Aggiungendo alla lista i tantissimi sequestri minori, la produzione sarda supera abbondantemente la domanda interna e si affaccia sul mercato internazionale. Quello che ormai è assodato è che la nuova criminalità isolana usa la marijuana come moneta di scambio per arrivare alla cocaina garantita dal lavoro dei narcotrafficanti specializzati. Un business rodato ed efficiente, più volte segnalato anche dalla Procura generale che individua nella grande produzione isolana un ruolo di prima fascia nel mercato della droga nel Mediterraneo. (c.z.)
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