La Nuova Sardegna

Oristano

Edifici scolastici

Rogo all’alberghiero: l’assicurazione assicura nuovi fondi

di Michela Cuccu
Rogo all’alberghiero: l’assicurazione assicura nuovi fondi

Un ristoro per la Provincia, che continuerà a investire su sicurezza e prevenzione, come da progetto Iscol@

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Oristano Centotremila euro per cancellare i danni del fuoco, della fuliggine e del rancore. La Provincia ha ufficialmente incassato il ristoro del danno, pagato dalla compagnia Reale Mutua Assicurazioni. Si tratta del risarcimento per il devastante incendio doloso che il pomeriggio di Ferragosto dell’anno scorso aveva sventrato l’ala ovest dell’Istituto Polivalente (ex Mossa) di via Diaz. Questi fondi rimettono in sesto i conti dell’ente, all’epoca guidato dall’amministratore straordinario Battista Ghisu, che nell’immediato aveva sborsato d’urgenza 150 mila euro per ripulire la scuola dai fumi, rifare gli intonaci e salvare l’inizio dell’anno scolastico. Il denaro coprirà la parte più consistente dei lavori effettuati a tempo di record dalle ditte private e dalle società in house della Provincia che consentì ai ragazzi di tornare in classe il 15 settembre, primo giorno di scuola.

Se la ferita economica oggi si rimargina, restano ancora i contorni inquietanti di una vicenda che ha scosso profondamente l’intera comunità oristanese, gli studenti e l’istituto alberghiero. Dietro il rogo che aveva distrutto la vicepresidenza, i computer e i laboratori utilizzati dagli studenti dell’Alberghiero Don Deodato Meloni, non c’era infatti una banda di criminali, ma la rabbia cieca di un solo ragazzo. Un ex studente minorenne con un assurdo “conto da regolare” con la scuola che aveva frequentato. Il giovane, approfittando di un ingresso esterno rimasto aperto nel giardino della struttura di via Carboni, era entrato all’interno e aveva prima tentato di allagare l’edificio spaccando i lavandini e otturando gli scarichi. Visto il fallimento del piano, era passato al fuoco. Non soddisfatto, era persino tornato sul posto poco dopo per passeggiare nei paraggi e verificare che l’incendio stesse effettivamente camminando dentro le aule.

A incastrare il responsabile in meno di un mese era stata un’indagine-lampo della Squadra Mobile di Oristano, coordinata dal dirigente Samuele Cabizzosu. Gli agenti erano riusciti a dargli un volto incrociando i filmati delle telecamere di videosorveglianza del Comune con una traccia decisiva: un’impronta di scarpa isolata sulla scena del crimine dal personale della Polizia Scientifica. Davanti a prove così schiaccianti, per il ragazzo è scattata la denuncia al Tribunale dei minorenni, mentre il preside Bruno Sanna presentava una formale querela per interruzione di pubblico servizio, annunciando la costituzione di parte civile della scuola. Ora che il bonifico dell’assicurazione è in cassaforte e la quota restante dei danni sarà coperta dai fondi regionali del progetto Iscol@ promessi dall’assessora Ilaria Portas, la Provincia guarda avanti. L’amara lezione dell’ex Mossa ha spinto l’ente, d’intesa con la Prefettura e i Comuni di Oristano, Terralba, Ghilarza, Ales e Bosa, a varare un piano straordinario di sicurezza. Nei bilanci sono già state stanziate le risorse per blindare tutti gli istituti superiori con nuovi impianti antincendio, sistemi anti-intrusione e telecamere. Una rete di videosorveglianza farà da deterrente, affinché il disagio di un singolo non possano mai più tenere in ostaggio il diritto allo studio di un’intera città.

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