La Nuova Sardegna

«Mi perseguitava, era un incubo»

Silvia Sanna
«Mi perseguitava, era un incubo»

Parla la prostituta scampata all’aggressione del revisore dei conti. Carla ha 22 anni, è molto bella e richiesta, ieri notte era al lavoro nonostante la paura

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SASSARI. Carla alle 22.45 scompare dentro una Mercedes. Torna dopo pochi minuti, apre un pacchetto di sigarette. Dice: «Un tipo mi ha dato un passaggio all’automatico». Fuma, sospira, sbircia appena dentro la Fiat rossa che si ferma nella piazzola in via Predda Niedda. Tre ragazzi, musica a palla, sguardi eccitati. Carla li ignora, non sono il suo genere. È alta, mora, occhi verdi, molto bella. Una notte fa un uomo ha tentato di darle fuoco con la benzina. Lei è di nuovo lì, sulla strada. Carla chiacchiera, ha tempo da perdere, non è obbligata a guadagnare tanto. Non c’è nessuno che le conta i soldi, qualcuno che pretende spiegazioni se porta poco a casa. Là ad aspettarla ci sono la madre, che non parla una parola d’italiano e immagina la figlia al lavoro dietro il bancone di un bar, e un bambino di un anno e mezzo che alla giovane mamma chiede solo affetto e carezze.

Carla ha 22 anni, è nata a Bucarest e da cinque anni vive a Sassari. Batte sul marciapiede ma ha l’aria e l’atteggiamento di una squillo di lusso. Guadagna bene, probabilmente più di 50 euro a prestazione. E fino a poco tempo fa gli affari andavano anche meglio. Carla i clienti li riceveva a casa ed erano 200 euro ogni volta. In una giornata riusciva a mettere insieme anche 2000 euro. Poi è tornata per strada, perchè stando in vetrina è più facile farsi notare, ma il tenore di vita è sempre alto. Veste griffata, i calzoncini di jeans sono di marca, le scarpe col tacco non sanno di bancarella. Carla è un ex badante che fa girare la testa agli uomini, a persone con una vita regolare, moglie e figli, un lavoro rispettabile. Come Piero Onida, il revisore dei conti del Comune che di lei si è innamorato alcuni mesi fa e che le ha chiesto di sposarlo. «Ma figurati se a 22 anni posso stare con uno di 62. Onida era un cliente, punto e basta. È lui che si è illuso, che ha pensato chissà cosa. E quando io gli ho detto di girare al largo ha cercato di rovinarmi la piazza».

Sul muro ci sono ancora le tracce dei volantini appiccicati. Si intravvede la faccia di Carla e una scritta: malata. Per qualche settimane i clienti abituali non si sono fatti vedere. «Qualcuno ha creduto alle balle di quello lì, ha pensato che potessi contagiarli. Io che sono sana come un pesce, che in 22 anni non ho mai avuto neppure l’influenza». I volantini si materializzano anche al centro storico, di fronte alla casa di Carla, 400 euro d’affitto per tre camere e cucina. «Un incubo, non facevo altro che raccoglierli e gettarli nel cassonetto della spazzatura. L’ho denunciato Onida, l’ho detto ai carabinieri e alla polizia che voleva vendicarsi perchè l’avevo respinto. Finalmente l’hanno arrestato».

Venerdì, quando Piero Onida è andato a cercarla, Carla ha capito subito che aveva brutte intenzioni. Per fortuna, dice, non era sola. Con lei c’era Andrea, una baby prostituta che sui rischi della vita di strada ci ha sbattuto subito la faccia. 18 anni appena compiuti, un’adolescenza da dimenticare, con una madre che non sa neppure che fine ha fatto la figlia. Andrea sulla strada c’è finita quando ha incontrato Carla, dopo la fuga da una casa d’accoglienza in un paese dell’hinterland. Carla le ha proposto di condividere la piazzola d’asfalto e pure il tetto sulla testa. Andrea venerdì notte ha ricambiato tanta gentilezza levando l’amica da un grosso guaio: è saltata addosso a Piero Onida, gli ha impedito di fare scattare l’accendino sui vestiti zuppi di benzina e si è presa una scarica di botte. Nelle gambe, però, lasciate scoperte da una mini viola, non si vede neanche un graffio.

Paura? Andrea scuote la testa, sorride, prova a spiegare che l’alternativa, al momento, non c’è. Sogna il diploma, lei che in Romania c’era andata vicina: «Dieci classi di matematica e fisica, me ne mancavano due». E sogna un marito, nel futuro vede dei figli, chissà. Per ora sta lì, 50 euro a prestazione come Carla la veterana. Che le insegna i trucchi del mestiere, le spiega come si fa a stare lontano dai guai. Lei che i clienti li seleziona con occhio clinico: «Mai con i gruppetti, una volta mi sono fidata e mi hanno derubata. Mai se il tipo non ha l’aria pulita, mai se l’auto è sporca. Mai con gli ubriachi, che poi perdono la testa». Andrea ascolta, registra. In attesa di tornare dietro un banco a studiare, è questa la sua scuola.

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