Matteo Salvini contestato all’Agnata di De André, interviene Dori Ghezzi: «Non è democrazia» – VIDEO
La polemica contro il vice premier al festival Time in Jazz: sul palco Diodato che ha detto la sua
Matteo Salvini è all’Agnata da due giorni, per una breve vacanza in Gallura e allontanarsi dalla polemica politica costante, tra lo scontro con la Spagna e Vannacci che sta assaltando ciò che resta del fortino leghista.
Oggi 9 agosto non è voluto mancare all’appuntamento più atteso dell’anno nella tenuta alle pendici del Limbara: l’omaggio a Fabrizio De André nell’ambito del Time in Jazz. La presenza del vicepremier e leader della Lega aveva già fatto storcere più di un naso, vista la lontananza tra la sua politica e i testi delle canzoni di De André. Ma lui, forse anche consapevole di trovarsi in un contesto distante anni luce dalle sue posizioni politiche, ha voluto esserci. In prima fila, accanto alla padrona di casa, Dori Ghezzi.
Sul palco Diodato, un altro artista la cui sensibilità fa a pugni con le politiche salviniane. A un certo punto, quando il concerto era iniziato da pochi minuti, una ragazza dal pubblico si è alzata e si è rivolta a gran voce a Diodato: «Tu sei bravissimo, ma non è possibile che qui sia presente una persona che con le canzoni di De André non c’entra niente. Io mi sento offesa e non posso continuare a restare qui».
Il pubblico, in parte, ha fischiato la giovane contestatrice, ma una buona parte l’ha applaudita. A ricomporre l’armonia perduta è toccato a Dori Ghezzi, che ha preso il microfono e si è rivolta al pubblico. «Non sono d’accordo con voi. Io la penso diversamente (da Salvini, ndr), sono sempre di sinistra. Ma è giusto creare un dialogo. La musica deve unire».
A seguire Diodato, non senza un certo imbarazzo, ha detto la sua: «Quante volte mi sono definito lontano anni luce da certi pensieri e certe attitudini politiche. Sinceramente non credo sia giusto smettere di suonare, ma rispetto anche chi decide di andare via e di non restare qui. Io ovviamente non sono padrone di casa, non mi permetto di cacciare nessuno e sono un ospite. Speriamo solo che la musica di De André illumini anche un po’ di più la nostra classe politica». Applausi generali, perfino di Salvini. Poi dal pubblico un’altra persona ha urlato: «Siamo rimasti perché questo è un presidio di cultura e democrazia. Viva la Costituzione». Lui, il leader del Carroccio, è rimasto imperturbabile fino alla fine del concerto, quando, raggiunto per un commento, ha scrollato le spalle: «Era solo una contestatrice. Mi dispiace per lei che si è persa uno spettacolo bellissimo».
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