La Nuova Sardegna

A Quartu Valentina Sainas ha assistito sulle stampelle alle esequie della mamma Liliana. Don Giuseppe: onore al suo sacrificio

Morti assieme, l'addio alle vittime della strage

Elena Laudante
In alto a destra Valentina sulle stampelle ai funerali della mamma L’addio a Manuel e il feretro di Liliana (foto Rosas Pili)
In alto a destra Valentina sulle stampelle ai funerali della mamma L’addio a Manuel e il feretro di Liliana (foto Rosas Pili)

Alla stessa ora a Sant'Elia dieci colombe bianche liberate per il saluto a Manuel Angioni

15 gennaio 2011
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 QUARTU. Scampata alla furia omicida dell'ex ieri Valentina Sainas ha detto addio alla madre che l'ha protetta, Liliana. A Sant'Elia colombe per Manuel Angioni.   Invece dopo un quarto d'ora dall'inizio della messa, l'omelia di don Giuseppe nella chiesa del Sacro Cuore a Quartu, è stata interrotta da un rumore intermittente. Erano le stampelle di Valentina, la ragazza di 33 anni scampata alla strage di via Pizzetti, venuta a piangere sul feretro della mamma, Liliana, uccisa dall'ex marito, Patrizio Lai. Quando Valentina ancora non c'era, ad accogliere la bara in legno chiaro c'erano gli altri figli di Liliana, 54 anni, una vita di lavoro nella ditta di pulizie "Rugiada", un'esistenza privata dai toni grigi da quando era morto - molto giovane - il suo secondo marito. Orazia, il volto rosso per il pianto, sorretta dal braccio del marito, era sola sul sagrato quando è arrivato il feretro. «Mamma, perché», poi ha urlato: «Bastardo», riferendosi all'ex cognato, quell'uomo che prima ha ammazzato in un raptus di gelosia Liliana e il giovane Manuel Angioni, fidanzato di Valentina, poi si è tolto la vita. Nella chiesa ampia di via Silvio Pellico, piena di famigliari, amici, colleghi, c'era un gran silenzio ieri pomeriggio, per l'ultimo saluto alla donna morta per fare da scudo alla figlia. Anche don Giuseppe Cadoni non ha potuto fare a meno di commuoversi su questo punto. Salito sul pulpito dopo la lettura della parabola di Lazzaro, del Vangelo di Giovanni, il parroco del Sacro Cuore ha iniziato il salmo con l'interpretazione della scrittura: «Spesso la valle oscura della nostra vita è compagnia per ognugno noi». Poi il religioso è stato costretto ad interrompersi, quando ha fatto riferimento ai «genitori disposti anche a sacrificare la vita per i figli». Oltre trenta lunghissimi secondi di silenzio, con il religioso che non riusciva ad aprire le labbra per proseguire. Quando ha vinto sull'emozione, ha concluso: «Oggi preghiamo per il suo gesto d'amore». Proprio in quell'istante Valentina è entrata, avanzando tra le panche incerta sulle stampelle, aiutata da una cugina. Zoppicava, ancora, per le tre ferite, allo stinco destro, l'alluce e la coscia sinistri, presi dalle pallottole dell'ex marito. Si è avvicinata alla bara per l'ultimo saluto alla mamma. La mattina, in camera ardente, ne aveva potuto vedere solo metà del volto, l'altra parte era coperta per il colpo di fucile col quale l'omicida aveva infierito. Poi si è seduta al prima banco, accanto al fratello Mauro, vicino alla sorella Orazia, e circondata da cugine e amiche. Dietro di lei, Agostino, l'anziano padre della vittima, che non è mai riuscito a riporre nella tasca il fazzoletto bianco. Per la gran parte della cerimonia, terminata poco dopo le 16, era costante il lamento soffocato di una delle sei sorelle di Liliana, che non ha potuto trattenere un pianto quasi infantile, nervoso, esploso in singhiozzi quando il prete ha affidato Liliana al Signore, «dopo il rito cristiano del congedo».  A Sant'Elia, invece, per dare l'ultimo saluto a Manuel Angioni, 28 anni, sono state liberate dieci colombe bianche, davanti alla chiesa sul mare. Per il giovane elettricista ucciso per gelosia, applausi da parte delle centinaia di persone che da tutto il quartiere sono arrivate per partecipare alle esequie. Oggi a Quartu i funerali di Patrizio Lai.
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