La Nuova Sardegna

«Il ballo delle anime», un racconto a più voci

In primo piano l’attrice Lia Careddu
In primo piano l’attrice Lia Careddu

Da oggi sino a domenica la nuova produzione del Teatro Stabile di Sardegna

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 CAGLIARI. Sarà in scena da oggi fino a domenica 27 febbraio al Minimax «Il ballo delle anime» (Su ballu 'e is animas) di Veronica Cruciani, la nuova produzione del Teatro Stabile della Sardegna per la stagione di prosa 2010-2011. Dopo «Storie a mare!» per la regia di Guido De Monticelli, «La vita in versi» curato da Franco Graziosi e «Nozze di Sangue» (regia di Serena Sinigaglia che ha curato anche la drammaturgia insieme a Marcello Fois), il nuovo spettacolo dello Stabile vede sul palco quattro attori storici dello Stabile della Sardegna come Maria Grazia Bodio, Lia Careddu, Isella Orchis e Cesare Saliu, ai quali si affiancano sei giovani artisti che durante la scorsa stagione hanno preso parte al laboratorio «I ritorni», progetto di formazione e ricerca e, insieme, di produzione teatrale: Michela Atzeni, Valeria Cocco, Maurizio Giordo, Felice Montervino, Mariagrazia Pompei, Federico Saba.  Frutto di un accurato lavoro svolto dalla regista insieme con i protagonisti, lo spettacolo nasce da una raccolta di storie, testimonianze, ricordi personali legate dall'esperienza del viaggio e dell'emigrazione dall'Isola.  Lo spettacolo. Una madre cerca sua figlia, la cerca tra i vivi e i morti, fino ad attraversare il purgatorio, l'inferno e il paradiso. In questa ricerca il cimitero di un paese prende vita e racconta della donna emigrata in Germania a lavorare in fabbrica, del bandito che uccide per vendetta, del minatore morto in miniera, del soldato che non ritornerà dalla guerra, della donna continentale trasferitasi nell'isola, dell'epilettico rinchiuso in manicomio, della ricca donna di paese diventata "prioressa", della figlia del politico corrotto "fatto a sindaco", fino ad arrivare alla giovane ragazza che fugge dall'isola per cercare il successo in continente. Tutte queste storie individuali si intrecciano fino a diventare la storia di una comunità. Realtà e finzione, cronaca e leggenda vengono volutamente intrecciate in questo lavoro dove i personaggi, come tante marionette, si divertono a rappresentare il gioco della vita e della morte.  Veronica Cruciani, diplomata alla Scuola D'arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, ha la prima affermazione nel 2003 con il monologo «Le nozze di Antigone» scritto da Ascanio Celestini. Nel 2004 fonda una sua compagnia.
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