«Scirarindi mandrona» Pimpa insegna ai bimbi a parlare in sardo

Altan insieme alla sua creazione, la cagnetta Pimpa

«Scirarindi mandrona». Cioè: «Alzati poltrona». Pimpa, la cagnetta a pois disegnata e inventata da Altan, beniamina di diverse generazioni di bambini e bambine, apre gli occhi, cammina. E parla con il dialetto di Orani. «Ajò pizzinos, salude sole, salude frore». E' l'inizio del cartone animato «Una die ispetziale», dvd prodotto dalla Regione Sardegna in collaborazione con la Smallcodes, azienda specializzata in contributi di questo tipo per minoranze linguistiche fondata da Carlo Zoli, un ingegnere fiorentino, appassionato studioso di idiomi.  Il cartoon è quello di sempre: la differenza è che, naturalmente dopo aver chiesto permesso e diritti all'autore, i dialoghi sono doppiati in sardo. Con il rispetto di tutti i paesi: ogni personaggio parla nella variante locale. Come Armando che si esprime nel campidanese usato a Sinnai. Ma i sottotitoli sono nel sardo scritto uguale per tutti, quello dell'ortografia ufficiale.  Quattro gli episodi del dvd: Sa gatu dormida, Gara de lentesa, In fundu de mare, Patinada in Saturnu. Diecimila copie stampate: costo dell'operazione circa settemila euro. Obiettivo: sviluppare nei bambini il multilinguismo. Non solo la limba. «Perchè - spiega Giuseppe Corongiu dirigente della direzione generale dei Beni culturali - sapere il sardo aiuta l'apprendimento anche dell'inglese». Il progetto nasce all'interno del piano triennale 2008-2010. Ma per il nuovo triennio ci sono in ballo anche nuove idee: ad esempio quello di tradurre e doppiare in sardo anche Topolino. «Nella conferenza regionale della lingua a Fonni - spiega l'assessore regionale alla Cultura Sergio Milia - abbiamo preso alcuni impegni sulla questione della lingua. E fra questi gli investimenti sul sardo non come bene da monumentalizzare, ma come lingua viva da utilizzare normalmente. Siamo passati dalle parole ai fatti. Per questo, tra le varie azioni che abbiamo ripreso e alle quali abbiamo dato impulso c'è questa misura sperimentale dei cartoni animati in sardo che siamo felici di aver condotto in porto». Un sardo da difendere e diffondere. Perchè le ultime ricerche degli anni scorsi sulla conoscenza della lingua fanno un po' paura. Nel senso che l'indagine aveva rilevato sì che il 68,4 per cento dei sardi dichiarava di conoscere la lingua. Ma c'era anche un dato preoccupante: quello relativo al numero di bambini che conoscevano il sardo, appena il 13 per cento. Come dire: siccome i bambini di oggi saranno gli adulti di domani, il sardo rischia di diventare un po' come il panda. E con Pimpa l'obiettivo è chiaro: si vuole partire proprio dai bambini. Dialoghi leggeri, divertenti, semplici da assimilare.  Per fermare il possibile pericolo estinzione la Regione ha in programma nuove iniziative: «Abbiamo anche approvato in Giunta - spiega Milia - il nuovo piano triennale 2010-2013 con importanti misure che vanno proprio nella direzione di salvaguardare la nostra lingua, anzi le nostre lingue. Non dimentichiamo anche che, in Sardegna, oltra al sardo, la legge riconosce altre quattro varietà di uguale dignità e prestigio: il sassarese, il gallurese, il cataleno di Alghero e il tabarchino di Carloforte e Calasetta. Nel nuovo piano sono presenti misure specifiche anche per le lingue di questi territori».
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