La Nuova Sardegna

Una vita dentro la Rai, da redattore a Cagliari a direttore generale

In alto a destra e qui accanto due immagini del giornalista Biagio Agnes, il più longevo direttore generale della Rai. Originario di un paese della provincia di Avellino segnò in modo rimarcabile la storia della emittenza pubblica
In alto a destra e qui accanto due immagini del giornalista Biagio Agnes, il più longevo direttore generale della Rai. Originario di un paese della provincia di Avellino segnò in modo rimarcabile la storia della emittenza pubblica

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 ROMA. «La verità è alla lunga più comoda e più remunerativa di quanto non sia rompersi la testa per un servilismo che, alla resa dei conti, non paga mai». Così Biagio Agnes, morto la scorsa notte a 82 anni, salutava i suoi studenti cinque anni fa nel primo giorno dell'ultimo incarico della sua vita, quello di direttore della scuola di giornalismo di Salerno. Agnes era nato a Serino, in provincia di Avellino. La camera ardente sarà aperta oggi, nella sede Rai di Saxa Rubra, mentre i funerali si terranno domani nella chiesa della Gran Madre di Dio a Roma. «Se siamo ancora la prima azienda culturale del Paese lo dobbiamo anche a lui - spiegano in una nota il dg Lei e il presidente Paolo Garimberti - Il suo impegno e la sua dedizione per la Rai sono un esempio ma anche un patrimonio che non può e non deve essere disperso». Commosso il ricordo del presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, che insieme ad Agnes percorse un lungo tratto di carriera.  «Tutto ciò che di buono conserva e rilancia il prestigio della Rai - afferma Zavoli - è largamente segnato dalla sua indimenticabile coerenza e professionalità». La carriera di Agnes in Rai inizia nel 1958, dopo un'esperienza al Corriere dell'Irpinia: prima redattore alla sede di Cagliari, poi capo servizio al Giornale Radio, condirettore del Telegiornale, fondatore e direttore del Tg3, vice direttore generale per la radiofonia. Poi dal 1982 al 1990, direttore generale della Rai grazie al rapporto con la Dc e il suo conterraneo Ciriaco De Mita. Il più longevo dopo Ettore Bernabei. Tra le sue intuizioni il Tg delle 13.30 e l'ideazione del celebre magazine medico televisivo Check-up. Gli anni'80 segnano la fine del monopolio e l'avvento della tv commerciale. Agnes difende il ruolo del servizio pubblico, continua ad esigere qualità e pluralismo, ma non vuole cedere lo scettro degli ascolti a Mediaset. «Ci diede del filo da torcere, era un avversario agguerrito ma leale», ricorda il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Raffaella Carrà e Pippo Baudo sono i punti di forza dell'intrattenimento. «Magari era un pò burbero ma decisionista, e nel privato era di una grande dolcezza», ricorda Carrà. «In cuor suo aveva un rispetto sacro per la Rai, in fondo non era mai andato via da Viale Mazzini», afferma invece Baudo. Sotto la sua direzione c'è anche la satira di Beppe Grillo e Roberto Benigni e l'arrivo alla conduzione di Fantastico di Adriano Celentano. «E' stato il più bravo direttore generale della Rai, il più geniale e il più coraggioso», ricorda ora il Molleggiato. Nel'90 Agnes lascia la Rai e diventa presidente della Stet, la holding delle telecomunicazioni e nel'97 presidente di Telemontecarlo. Nell'87 e' nominato Cavaliere del Lavoro, nel'92 riceve le lauree honoris causa in Comunicazione e nel 2004 in Medicina.

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