La Nuova Sardegna

La grande scrittrice descrive il paese barbaricino nelle sue opere

A Orune sulle tracce della Deledda

Salvatore Tola
A Orune sulle tracce della Deledda

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Non appena si lascia la superstrada Nuoro-Siniscola per raggiungere Orune, il percorso è subito in salita, serpeggiante sui fianchi della collina. Quando questa è ormai quasi del tutto aggirata si immagina di veder comparire il paese: e infatti compare, ma ancora incredibilmente alto e non ancora vicino, affacciato al fianco della punta rocciosa di un'altra collina. Orune Si trova a settecentocinquanta metri di altitudine, mentre il ponte di Marreri, punto della deviazione, non toccava i centocinquanta.  Per raggiungere il paese bisogna perciò pazientare ancora lungo curve e controcurve, mentre sul pendio che si risale affiorano sempre più fitte le formazioni granitiche. Grazia Deledda, che descriveva nelle pagine dei suoi romanzi il villaggio mascherandolo appena sotto il nome di Oronou, lo vedeva come un agglomerato di «casette rossastre fabbricate sul cocuzzolo grigio di un vetta di granito».  Quando lo si raggiunge, lo si trova meno scosceso di quanto si poteva immaginare: la parte centrale occupa un pianoro, per poi digradare tutt'intorno con i quartieri periferici. Quella che colpisce di più, mentre si percorrono «le sue stradicciole ripide e rocciose», è la vista del mare - la costa orientale, il golfo di Orosei - che compare di tanto in tanto. Anche il protagonista del libro della Deledda, Jorgi, ricorda con nostalgia, una volta che è abbattuto dalla malattia, che nella piazza della parrocchia «c'è sempre fresco, e dalla panchina di angolo si vede il mare».  Ma tutto il paese si può visitare inseguendo le suggestioni lasciate dalla scrittrice, come suggeriscono le frasi riportate nelle targhe affisse ai muri. Sono tratte da «Colombi e sparvieri», il romanzo del 1912 che incastona tra queste case e lungo queste vie la storia d'amore che Jorgi, pastore povero ma istruito, tenta invano di costruire con Columba, di famiglia ricca e per lui pressoché irraggiungibile.
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