«Le donne e la scuola porteranno la pace in tutti i paesi arabi»

Una veduta panoramica di Gerusalemme Sotto, Khalil Al-Masadeh

Esiste la democrazia nel mondo arabo? «No, in tutto il mondo arabo non c'è una vera e propria democrazia. Soltanto il Libano era tradizionalmente democratico. Oggi anche la Giordania sta praticando la democrazia con una serie di importanti riforme». - Il Medio Oriente è sempre incandescente...  «Finché non viene risolto il problema dei palestinesi, in Medio Oriente non ci sarà pace. Ci saranno bruschi cambiamenti. Prima c'erano i colpi di Stato militari, adesso è il popolo che fa di tutto per cambiare i tiranni e mettersi al passo con la democrazia. È successo in Tunisia, in modo pacifico. Sembrava che stesse per succedere anche in Egitto, poi le cose non sono andate così... ». - La "primavera araba" è già finita?  «Non credo. Ha avuto inizio proprio in Egitto per una democrazia vera, ma così non è stato. I Fratelli Musulmani hanno vinto le elezioni e questo significa che presto ci saranno provvedimenti che faranno paura all'Occidente, che con l'Occidente non andranno d'accordo. I Fratelli Musulmani sono propensi a far rispettare le leggi del Corano... Speriamo che non sia così e che ci sia una riforma democratica». - Spazzati via i tiranni più "amichevoli" verso l'Occidente, Ben Alì e Mubarak... Alì Abdallah Saleh... persino Gheddafi...  «Ho paura che possa succedere ancora quanto è già successo in Iran con Khomeini, prima rifugiato in Francia, poi ex amico dell'Occidente. Ossia: ho paura che certe scelte dell'Occidente finiscano con l'avere effetti contrari a quanto previsto dallo stesso Occidente. Fermo restando che ogni Paese può, deve scegliere senza l'interferenza di chicchessia il proprio Governo, al di là dei giochi politici o dei brogli elettorali». - Gli islamisti al potere in Egitto. È la fine della laicità del Paese?  «Speriamo che non succeda, ma bisogna mettere in conto che potrebbe succedere. Perciò è necessario salvaguardare le minoranze, tutti in Egitto devono avere il diritto di vivere in pace». - Le donne arabe: avranno mai gli stessi diritti degli uomini arabi?  «È molto difficile che ciò accada, anche se ci sono Paesi arabi come la Giordania che conta tre ministri donna e in Parlamento ci siano molte donne elette democraticamente. L'Arabia Saudita, poi, ha aperto al voto delle donne, dal 2014. Speriamo sia l'inizio di un cammino che porti alla parità tra uomini e donne». - L'Iran va avanti con le armi nucleari. Prima o poi scoppierà una nuova, ennesima guerra?  «Anche il Pakistan, la Corea del Nord, l'India, Israele, la Cina e la Russia hanno armi nucleari... ma sembra che tutte le attenzioni siano riservate all'Iran, strano... Eppure tutti sappiamo bene che le armi nucleari non sono mai armi di difesa, servono soltanto per distruggere». - Le forze armate israeliane sono impegnate in una esercitazione nell'Alta Galilea, al confine con il Libano. Un portavoce militare ha assicurato che l'operazione rientra nei normali piani annuali di addestramento. C'è da credergli?  «Una volta usciti dalle caserme, i carri armati non sono mai pacifici... ». - Un mese fa il re giordano 'Abd Allah II ha chiesto al presidente siriano Bashar al Assad di lasciare il potere. Ora la Giordania chiede alla Lega araba di essere esentata dall'applicazione di sanzioni economiche contro la Siria. Una contraddizione?  «No perché il presidente siriano ha capito che per restare al potere deve piegarsi alla democrazia. Deve togliere i corrotti dal suo Governo, dare più potere al Parlamento, dare voce agli oppositori, che non sono la parte distruttiva ma la parte che completa la democrazia». - Internet sarà il banco di prova della democrazia?  «Internet aiuta ad aprire gli occhi a molti governanti che prima agivano soltanto con le squadre speciali antisommossa, mentre ora devono ascoltare e prendere in seria considerazione la voce dei giovani». - Ce la farà la Turchia a entrare nell'Ue?  «È difficile, ma prima o poi ce la farà anche se deve adeguarsi all'Europa, anche se deve appianare molte scelte di politica interna». - Il bene economico più prezioso del mondo arabo resta il petrolio. Un bene che è anche all'origine di tutti i mali...  «Il petrolio è una risorsa economica importantissima, essenziale per il mondo intero. Se l'Occidente e l'America hanno messo gli occhi sull'Iraq è soprattutto per il petrolio. Altrimenti come si spiega che in Africa nessuno interviene? Nel Continente Nero ci sono 52 guerre in corso, una moltitudine di vittime e rifugiati che vivono senza alcun aiuto. Soltanto i volontari si danno da fare per alleviare la sete e la fame dell'Africa. Dove girano molti soldi, dove c'è petrolio, invece, ci sono anche molti problemi che passano sopra la testa dei civili, che certamente non vogliono le guerre». - Ci sarà un giorno in cui palestinesi ed ebrei vivranno felici e contenti?  «Speriamo, me lo auguro, da giordano, da uno che viene da una terra dove il 30-40% della popolazione è di rifugiati palestinesi. Speriamo che ci sia una pace giusta e permanente tra i due popoli, antichi entrambi sia come storia sia come religione. Certo non ci deve essere l'ambizione di uno Stato a dominare sull'altro, non ci devono essere uno Stato grande e uno Stato piccolo dove vige la legge del più forte». - «Le bambine salveranno il mondo» dice la regina Rania di Giordania, moglie di re 'Abd Allah II...  «Appena insediatosi, re 'Abd Allah II ha dato il via a una serie di riforme per modernizzare il sistema scolastico portando i computer in tutti gli istituti, con l'obbligo che tutti gli studenti debbano saperlo utilizzare al meglio, comprese le bambine. La nostra regina, del resto, è sempre stata molto vicina alle donne giordane accompagnandole nel cammino della democrazia. Un merito che le riconoscono anche a livello internazionale». - È vero che il mondo arabo è destinato a governare l'intero occidente? Compresa l'America?  «No, non ha i mezzi necessari per poterlo fare. Auguro invece che il mondo intero, non solo quello arabo, possa moltiplicarsi vivendo in pace. L'importante è che finiscano l'egoismo e l'ambizione dell'uomo tiranno. Ogni uomo deve essere considerato per quello che è, non per la pelle né per la religione, e nessun uomo può essere utilizzato per fare i giochi di qualcun altro che magari sfrutta l'ignoranza di un popolo. Ecco perché l'istruzione salverà il mondo».

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