«Les italiens» indagano ancora, parola di Enrico Pandiani
Alessandro Marongiu
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Lo scrittore Enrico Pandiani è nato a Torino nel 1956 Lo scrittore piemontese oggi a Porto Torres e Sassari per parlare del nuovo romanzo
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Dopo tre libri fulminanti, uno più bello dell'altro, pubblicati per una casa editrice di medie dimensioni come la torinese Instar («Les italiens», «Troppo piombo», «Lezioni di tenebra»), era inevitabile che Enrico Pandiani, prima o poi, venisse notato e facesse il grande salto verso un colosso editoriale. Proprio per promuovere «Pessime scuse per un massacro», il primo romanzo edito da Rizzoli (quarto della serie) de les italiens, come viene soprannominata alla Brigata Criminale la squadra di poliziotti parigini di origine italiana al centro delle sue opere, Pandiani incontrerà oggi il pubblico in due appuntamenti, che costituiscono peraltro un'anteprima dell'edizione 2012 del Festival Mediterraneo del giallo e del noir organizzato dalla libreria Koinè in collaborazione con l'Associazione Iolaos e l'Associazione Coilibrì: alle 18.00 lo scrittore piemontese sarà alla Libreria Koinè di Porto Torres, dove converserà con il giornalista Cosimo Filigheddu, mentre alle 20,30 sarà protagonista di una serata presso il Vecchio Mulino a Sassari, dove, dopo la presentazione del libro, parteciperà a una «Cena con l'Autore». «Pessime scuse per un massacro è particolare per diversi motivi - dice Enrico Pandiani -. Per iniziare, vi compaiono quasi esclusivamente Mordenti e Servandoni, mentre gli altri italiens rimangono a Parigi e fanno giusto una comparsata. E poi quasi l'intera vicenda si svolge nella campagna a sud di Parigi, dalle parti di Fontainebleau e Barbizon, perché il filo conduttore della storia, la possibile origine del movente degli omicidi durante la Resistenza nella Francia occupata, necessitava di un ambiente di boschi e campagne dove appunto ha avuto luogo il Maquis, la Resistenza durante l'occupazione nazista. Per raccontare tutto questo ho dovuto fare un bel lavoro di ricerca leggendo diversi libri sull'argomento. Nel romanzo - continua Pandiani - ricorrono inoltre diverse mie passioni giovanili come i fumetti, gli aeroplani della Seconda Guerra mondiale e le vecchie armi con cui la si è combattuta. Tra i personaggi, per la prima volta compaiono membri della gendarmeria (in Francia sono come i nostri carabinieri), con i quali Mordenti e soci dovranno collaborare, con i problemi che una simile convivenza potrà provocare». Com'era prevedibile, nel passaggio dalla Instar alla Rizzoli le cose per Enrico Pandiani hanno subìto una svolta: «La differenza è naturalmente nella distribuzione che ha permesso di trovare il mio libro veramente dovunque. Quando ho conosciuto la dirigenza di Rizzoli, ho trovato persone entusiaste del romanzo e molto ben disposte nei miei confronti. Tutti lo avevano letto e apprezzato. Abbiamo lavorato moltissimo per trovare il titolo e la copertina giusti e per fare l'editing, che ha reso la storia scattante e divertente. Pensavo che la mole dell'editore avrebbe significato rapporti più freddi e distanti, invece non è stato così». Con una scrittura come quella di Pandiani, sempre tesa, divertente, che non lascia un attimo di respiro, c'era da aspettarsi che l'industria del cinema mettesse gli occhi su les italiens per un futuro adattamento per il grande schermo: «La produttrice parigina - dice lo scrittore - sta cercando i soldi per produrre un film o una serie televisiva su Les italiens. So che c'è una gran voglia di farlo ma ancora non c'è nulla di definitivo».
