Interi quartieri nati tra violazioni e condoni
Cagliari, in Comune ci sono ancora 8mila pratiche di sanatoria risalenti anche a 25 anni fa
CAGLIARI. La cultura dei condoni contiene quella dell'abuso, detta così può sembrare un'esagerazione. Ma se si considera che in Comune ci sono ancora almeno 8mila richieste di condono edilizio, il problema diventa serio. Ma l'aspetto più paradossale è che queste richieste di condono risalgono anche al 1985.
«Negli ultimi decenni vi sono stati diversi condoni e questo ha abituato le persone a pensare che le regole possono essere violate, tanto prima o poi arriva una sanatoria e tutto si risolve», sottolinea Andrea Scano, consigliere comunale di Cagliari del Pd e presidente della commissione Urbanistica. Al di là dei numeri «resta l’impressionante ritardo della macchina amministrativa - aggiunte Scano - che ha in arretrato anche pratiche che risalgono a 25 anni fa. Da qui la necessità di irrobustire gli uffici dell’edilizia privata. Lo faremo con un “cantiere di lavoro” realizzabile con la legge regionale per il lavoro (la 37) e con l’informatizzazione». Molti di questi abusi vanno dalla chiusura di una veranda all’abitazione di un sottotetto, altri riguardano anche la costruzione di un intero immobile senza autorizzazione o in un terreno agricolo. Ed è questo quello che è accaduto nell’area di Is Arenas all’interno del parco di Molentargius, in territorio di Cagliari e, in parte, di Quartu. «In una zona di circa 120 ettari, sino al 1992 - afferma Vincenzo Tiana, presidente regionale di Legambiente - sono state costruite molte case abusive, pur partendo da esigenze diverse». Nella zona vi sono infatti circa duecento abitazioni i cui proprietari hanno fatto domanda di sanatoria. «Ma l’amministrazione non ha ancora dato una risposta - continua Tiana - e questo è molto grave soprattutto per la programmazione del parco di Molentargius che, in questa situazione, non può essere fatta».In questi ultimi anni «i controlli sono stati molto più assidui - spiega Stefano Deliperi, responsabile del Gruppo di intervento giuridico - inoltre dal 2005 c’è nel parco anche una postazione fissa della forestale. Ma le amministrazioni competenti devono chiarire gli abusi che possono essere sanati e quali no».
A Cagliari il fenomeno di abusivismo maggiore è stato quello che ha interessato i rioni di Baracca Manna, Is Campus-Is Corrias e Villa Doloretta, a Pirri, dove è stato realizzato un nuovo agglomerato urbano di circa settemila e trecento persone (dati del 2011). In quest’area, inizialmente zona agricola, tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso è stato un susseguirsi di costruzioni abusive. A un certo punto questa “edilizia spontanea” è diventata di tali dimensioni che la Regione, sulla base della legge 23, ha fatto una serie di piani di risanamento urbanistico. Ma non senza polemiche: sia per i costi dell’urbanizzazione che, soprattutto, per i ritardi nella predisposizione delle fognature e degli altri servizi, ancora realizzati solo in parte e non in tutte le zone dei tre rioni.
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