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Sassari

La serata movimentata

Bevono insieme, poi uno picchia l’altro, gli ruba l’auto e le dà fuoco – La storia

di Nadia Cossu
Bevono insieme, poi uno picchia l’altro, gli ruba l’auto e le dà fuoco – La storia

In un centro del Sassarese intervengono polizia e carabinieri: 41enne arrestato per lesioni, rapina e danneggiamento

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Ozieri Una serata tra amici finita male: per uno si è conclusa al pronto soccorso dell’ospedale di Ozieri e per l’altro davanti al giudice. Secondo la ricostruzione emersa negli atti di indagine un 41enne sarebbe stato aggredito con pugni e calci da un amico e coetaneo che poi gli avrebbe anche rubato l’auto e l’avrebbe incendiata. Per questi fatti l’uomo è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Ozieri e dagli agenti del commissariato di polizia cittadino con le accuse di lesioni, rapina e danneggiamento seguito da incendio.

I due, conoscenti da tempo, avevano trascorso insieme parte della giornata bevendo in alcuni bar. A un certo punto, per motivi che la persona offesa avrebbe dichiarato di non conoscere, il 41enne avrebbe improvvisamente dato in escandescenze iniziando a colpire l’amico con pugni e calci. L’uomo aggredito è stato accompagnato dai genitori al Pronto soccorso dell’ospedale di Ozieri e i medici, dopo accertamenti e cure, lo hanno dimesso con una prognosi di trenta giorni per le lesioni riportate.

Una volta uscito dall’ospedale, però, il 41enne si è accorto che la sua auto non era più dove l’aveva lasciata, ossia davanti al bar, con le chiavi inserite nel quadro. Poco dopo i carabinieri lo hanno informato del fatto che il veicolo era stato ritrovato incendiato vicino all’abitazione dell’amico indagato. Le indagini condotte dai carabinieri delle stazioni di Tula e Ozieri e dagli agenti del commissariato di Ozieri hanno portato all’arresto del 41enne.

L’uomo è comparso davanti al giudice Monia Adami per l’udienza di convalida. Difeso dall’avvocato Antonella Chirigoni, si è visto contestare le accuse di lesioni, rapina e danneggiamento. Accuse che ha respinto con forza. Il pubblico ministero Antonio Piras aveva chiesto la misura della custodia cautelare in carcere ma il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto nei confronti del 41enne il divieto di avvicinamento alla persona offesa entro il raggio di un chilometro. 

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