Melissa Satta: «Avevo studiato ma l’insicurezza mi angosciava»
L'ex velina e altri artisti ricordano il loro esame di maturità
SASSARI. «La maturità non si scorda mai. Ma a regnare negli incubi è soprattutto l'attesa. La notte prima degli esami. «É un momento di grande tensione per qualsiasi ragazzo, non sai che cosa ti aspetta _ racconta l'ex-velina Melissa Satta _. Io quell'anno da Olbia mi ero trasferita al liceo classico di Cagliari. Ricordo che la notte è stata un mix di emozioni, dallo spavento, all'agitazione, alla felicità. Avevo studiato molto, ma ero anche molto insicura. Alla fine, comunque, sono sopravvissuta».
Giuseppe Masia visse la vigilia dell'esame nel modo peggiore. «Mi avevano cambiato la materia _ racconta il cabarettista ozierese, che oggi insegna francese all'istituto tecnico di Olbia _. Avevo preparato benissimo storia, ma solo un giorno prima mi avvertirono che avrei dovuto sostenere l'esame di matematica. E alla fine questa cosa mi penalizzò non poco».
Marco Navone, fondatore del festival del cinema di Tavolara, ma oggi anche collega di Masia al Deffenu, ricorda, con ansia, lo scherzo di un suo amico. «Si svegliò poco prima di me e mi fece credere che erano le 10 del mattino. Fu uno choc, anche perché avevo piazzato almeno 3 o 4 sveglie. Poi però andò tutto bene». Il sindaco Gianni Giovannelli, studente del liceo scientifico, invece, non ricorda molto di quella notte prima degli esami. «Non è cosa semplice, da allora sono passati 37 anni. Ma non posso dimenticare la commissaria esterna di italiano. Era il terrore di tutti noi studenti».
«Eravamo un affiatato gruppo di quattro amici. Studiavamo, certo, eravamo tesi, ma la prendevamo con... filosofia e per spezzare la routine giocavamo a carte». Il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau va indietro nel tempo a quasi quarant’anni fa, e sorride nel ricordare un aneddoto: «Una notte, la partita a carte si fece intensa e mio padre, preoccupato per quei quattro figlioli curvi da ore e ore sui libri, fece irruzione in camera per invitarci a smettere e andare a riposare e ci scoprì impegnati al tavolo verde. Pover’uomo, rimase di stucco. Finì che l’indomani ci presentammo agli esami con gli occhi gonfi».
L’arcivescovo di Oristano, mons. Ignazio Sanna si presentò al Dettori di Cagliari come privatista: «Quella notte non chiusi occhio, avevo l’incubo delle date, sapevo di partire svantaggiato».
Esami di maturità del 1995 al liceo Siotto. Massimo Zedda, giovane sindaco di Cagliari se lo ricorda bene quel giorno: ero sereno, prima di andare a letto ho suonato con la chitarra una canzone. Il titolo? Era "Notte prima degli esami" di Antonello Venditti».
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