La Nuova Sardegna

Si apre uno spiraglio, lavoratori Italcementi giù dal Duomo

di Luigi Soriga
Si apre uno spiraglio, lavoratori Italcementi giù dal Duomo

I 19 dipendenti dell’azienda di Muros lasciano il presidio dopo le rassicurazioni dell’assessore all’Industria Zedda

26 settembre 2012
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SASSARI. Dall’alto del campanile gli operai hanno guardato l’orizzonte e hanno visto spalancarsi un piccolo spiraglio. È una fragile speranza e a questa si sono appesi per scendere dal tetto del Duomo.

Protesta sospesa, dunque, dopo le rassicurazioni da parte dell’assessore regionale all’Industria Alessandra Zedda sul fatto che la vertenza Italcementi non è ancora chiusa. Ieri mattina, a Cagliari, si sono ritrovati faccia a faccia i rappresentanti sindacali, l’assessore provinciale al Lavoro, il sindaco di Ossi, il vicesindaco di Muros, , i rappresentanti del cementificio di Scala di Giocca e l’assessore Zedda. Dal confronto, a detta dei sindacati, è emersa la volontà politica di non chiudere il capitolo Italcementi: «Si cercheranno soluzioni economicamente sostenibili per ricollocare i 19 lavoratori».

I tempi sono piuttosto stretti, visto che i due anni di cassa integrazione scadranno il 14 novembre. Dopodiché diversi padri di famiglia resteranno senza retribuzione. Al momento di concreto c’è ben poco. Esiste un accordo sottoscritto nel 2008 che contempla la possibilità di ricollocare il personale negli interventi previsti per la riqualificazione del sito di Scala di Giocca e per la demolizione dei fabbricati. Su questo punto preciso ha battuto l’assessore Zedda, ricordando alla dirigenza di Italcementi l’impegno preso. Ma l’impresa, nonostante la volontà di tutelare i propri lavoratori, deve fare i conti con la crisi dell’edilizia e la contrazione del mercato dei materiali da costruzione.

«Una ricollocazione produttiva degli operai – hanno spiegato i rappresentanti della Italcementi – al momento non è ipotizzabile». E anche parlare di bonifiche del sito, soprattutto a breve termine, sembra impossibile. Sarebbe un obbligo di legge, ma l’Italcementi non dispone certamente delle risorse utili a realizzarle. I comuni di Ossi e Muros, in collaborazione con la Facoltà di Architettura di Alghero, avevano promosso un concorso di idee per la riconversione dell'area e avevano raccolto una serie di progetti. Alcuni di questi sembrano campati in aria, ma qualcun altro, a detta dei sindacati, potrebbe avere un appiglio economico sul territorio. È questa la strada che intendono percorrere le istituzioni: mettere in campo un progetto che si regga finanziariamente e spingere l’Italcementi a sostenerlo. Questa è l’unica via per il reinserimento occupazionale degli operai in cassa integrazione. I quali, per adesso, possono scendere dal campanile e guardare il futuro a corto raggio: hanno una data alla quale appendere le speranze: il 9 ottobre alle 11, a Cagliari, si riparlerà del loro destino.

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