Niente bilancio? E l’Udc minaccia la crisi

Oppi entro una settimana lascia la giunta e avverte Cappellacci: avanti solo se si lavora bene

CAGLIARI. L’Udc non resterà a tutti i costi nella giunta di Ugo Cappellacci: se non ci saranno le condizioni per andare avanti nel miglior modo possibile, i centristi staccheranno la spina e, visti i numeri a disposizione, apriranno la crisi provocando elezioni anticipate. E’ quanto ha chiarito ieri la direzione regionale nella sua prima riunione dopo il congresso. Nel corso della riunione, il segretario-assessore Giorgio Oppi ha confermato che la prossima settimana lascerà la giunta, ma non per motivi politici.

Uno dei punti decisivi per andare avanti – ha chiarito l’Udc – sarà quello di fare quanto prima il Bilancio del 2013. Del tutto bocciata, quindi, l’idea del vice presidente e assessore Giorgio La Spisa (Pdl) di non presentare il Bilancio sino a quando non ci saranno notizie certe sui trasferimenti delle nuove entrate fiscali da parte dello Stato.

L’iniziativa di La Spisa ha avuto il parere contrario del presidente della commissione Bilancio, Pietrino Fois (Riformatori), che era stato il primo a dire che il Bilancio non andava presentato per protesta. Fois ha criticato il metodo seguito dall’assessore: cioé l’annuncio in un convegno di partito e la lettera per chiedere l’allentamento del patto di stabilità inviata non al governo Monti ma al segretario Angelino Alfano nell’ambito degli accordi sulle primarie del Pdl. «Dico no – ha detto Fois – a iniziative di singoli partiti».

Critico con La Spisa anche l’ex presidente della commissione Bilancio, Paolo Maninchedda (Psd’Az), ora alla guida della commissione Autonomia. «Non fare il bilancio di previsione – ha scritto nel suo blog – significa impedire che le dure scelte da fare interferiscano con la campagna delle politiche». Forse è un riferimento alle voci sulla candidatura di La Spisa per il Parlamento.

Maninchedda ha sostenuto che «non è assolutamente vero che non si può fare il bilancio perché non si possono determinare le entrate per la mancata approvazione delle norme di attuazione e per il mancato adeguamento del Patto di stabilità. Le entrate sono più determinabili oggi di quanto non lo fossero ieri. E dire oggi che non si può fare il Bilancio significa smentire tutta la politica di bilancio dei tre anni precedenti nei quali, basandosi sull’immediata precettività dell’articolo 8 dello Statuto, si sono sempre iscritte le maggiori entrate spettanti alla Rregione ai sensi del nuovo regime finanziario. E i rendiconti 2010 e 2011 sono stati parificati dalla Corte dei conti». (f. per.)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes