In spiaggia con l’escavatore: multati

Due velisti tedeschi cercavano di portare via la loro barca dopo il naufragio. Ma i bagnanti hanno chiamato i vigili urbani - FOTO

LOIRI PORTO SAN PAOLO. Una quindicina d’anni fa il rapper romano Piotta celebrò la figura del supercafone. Scherzando, ma non troppo, l’appellativo può adattarsi benissimo ai protagonisti dell’ennesimo gesto di maleducazione ambientale in questa estate gallurese: due tedeschi che si sono esibiti a Porto Taverna (nel litorale di Loiri Porto San Paolo) con una barca a vela e un escavatore.

Due giorni fa la forte tramontana che si è abbattuta sulla costa gallurese ha colto impreparati i due velisti tedeschi che da una decina di giorni avevano ormeggiato la loro barca di fronte a Porto Taverna. Il cambio di clima ha spinto la piccola imbarcazione verso gli scogli, provocandone il naufragio. Il recupero via mare era, a quel punto, l’unica soluzione per metterla in salvo, ma ai due sprovveduti marinai non è andata molto a genio, perché la cifra richiesta per l’operazione è parsa ai loro occhi troppo elevata. Così hanno deciso di fare di testa loro.

Hanno atteso che si spegnessero le ultime luci delle ville della località balneare e, poco dopo mezzanotte, si sono presentati sull’arenile con un piccolo escavatore cingolato per recuperare la barca via terra. L’operazione è andata molto per le lunghe, e soprattutto non ha dato i risultati attesi.

Ieri mattina, infatti, i primi bagnanti che si sono affacciati sulla spiaggia di Porto Taverna si sono trovati di fronte una scena da film. Con il bobcat che andava avanti e indietro sulla sabbia e la barca, con lo scafo forato in più punti, arenata sulla riva. Immediate sono scattate le proteste dei presenti, che hanno subito allertato le autorità, dalla polizia locale di Loiri Porto San Paolo al corpo forestale, dalla guardia costiera all’Area marina protetta, di cui la spiaggia di Porto Taverna fa parte. I giovani tedeschi – uno dei due, residente a Budoni, è il proprietario della barca – hanno provato a difendere l’indifendibile, ma inutilmente. La barca, infatti, sarà recuperata via mare e il titolare sarà chiamato a pagare una pesante sanzione amministrativa e non è escluso che scatti anche la denuncia. Purtroppo, da sempre, le spiagge sarde sono teatro di atti di vandalismo e arroganza da parte di supercafoni che portano via bottiglie di sabbia o di “artisti” che decidono di deturpare le rocce con i loro anonimi disegni. Memorabile fu il caso di Eleonora Brigliadori, che anni fa dipinse di blu gli scogli di Portobello. Ma l’atto vandalico più tristemente famoso riguarda San Teodoro. Nel 1993 un milanese decapitò la celebre “tartaruga” di granito di Cala Girgolu e cercò di portarsi via la testa come souvenir. L’uomo venne condannato e la roccia restaurata. Ma quattro anni dopo la testa della tartaruga fu abbattuta da ignoti e rovinata per sempre.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes