Isola dei cassintegrati, gli ex Vinyls lavoreranno all’Asinara

In nove sono stati scelti per un progetto voluto dal Parco. Si occuperanno del recupero delle aree di Cala d’Oliva

SASSARI. L’ultima volta c’erano stati da cassintegrati, ora ci tornano da lavoratori. Con la speranza di costruire un futuro basato sulla valorizzazione dell’ambiente e delle produzioni tipiche dei parchi. Sono nove, per il momento, ma immaginano che altri possano aggiungersi con il passare del tempo. Operai dell’Eurocoop e della Tecnicoop - cooperative direttamente collegate alla Vinyls - che, a tre anni dall’inizio di quella straordinaria esperienza, rimettono piede all’Asinara. Facce sorridenti, diverse da quelle del 24 febbraio 2010, e la convinzione di chi ci crede davvero e vuole giocarsi tutto.

Il reality della protesta. Avevano occupato il carcere abbandonato di Cala d’Oliva, nel Parco nazionale, per creare quello che poi si è rivelato un “reality di protesta” contro la chiusura degli stabilimenti della zona industriale di Porto Torres. Un anno di incontri, manifestazioni e solidarietà, con «l’Isola dei cassintegrati» che è diventata anche un blog (grazie all’intuizione di due giovani, Michele Azzu e Marco Nurra).

Famosi ma disoccupati. Alla fine il lavoro non l’avevano salvato, ma di loro, di quella battaglia originale e senza confini si era parlato in tutto il mondo. Sembrava tutto perso, e invece ecco l’occasione. Il progetto è di quelli che mescolano concretezza, fantasia e speranza. E che nascono da una cosa per poi trascinarne delle altre.

L’Insar. In sostanza, è legato - tramite l’Insar - al possibile reinserimento lavorativo di operai che, dopo la chiusura delle fabbriche, sono diventati cassintegrati o disoccupati, e rivendicano una ricollocazione nell’ambito dei progetti della chimica verde a Porto Torres. Processo lento, una soluzione non praticabile per tutti quelli rimasti fuori.

Bonus integrativo. In questo contesto è stata definita la proposta di dare vita a progetti per l’inserimento occupazionale di lavoratori già dipendenti di aziende dell’indotto (e tra queste la Vinyls, la Tecnicoop e l’Eurocoop), che percepiscono la cassa integrazione (tra 600 e 800 euro mensili). L’iniziativa, sostenuta dalla Regione, che interviene con la dotazione finanziaria, prevede il reimpiego di lavoratori che godono di ammortizzatori sociali, un bonus integrativo e la relativa formazione.

Pronti alla sfida. Tutti disponibili per essere reimpiegati in altre attività (con una integrazione di 500 euro), favorendo così l’azione di contrasto economico e sociale nell’area industriale, dove un cumulo di macerie ricorda il fallimento di un sistema che non sarà più possibile ricreare. Non solo fabbriche, quindi, ma anche altro. Opportunità nei parchi e nei comuni del territorio (Sassari, Porto Torres e Alghero), al Consorzio Asi. Per fare cosa? Manutenzioni, sistemazioni di aree e impianti, professionalità interessanti trasferite in nuovi progetti.

Le liste. A maggio, una novantina avevano dato la disponibilità per essere inseriti nelle liste e intraprendere il percorso formativo di 40 ore. Ora la fase attuativa: una parte è finita nei progetti dei Comuni e dell’Asi, gli altri in quello del Parco nazionale dell’Asinara.

Il Parco. «Sono attività semplici – dice Pierpaolo Congiatu, direttore del Parco –, si tratta di recupero di aree a Cala d’Oliva che in passato erano coltivate: orti e frutteti e che oggi sono in totale stato di abbandono. Il progetto è piaciuto perché è una apertura verso il lavoro futuro, nel senso che può creare nuove opportunità per le produzioni alimentari. Il Parco partecipa con un cofinanziamento di 20mila euro, chiederemo che venga esteso a tutto il 2014. Si comincia nei prossimi giorni, con un gruppo di lavoratori motivati, che conoscono bene l’isola. In futuro il gruppo può essere allargato, all’Asinara c’è così tanto da fare che abbiamo l’imbarazzo della scelta».

Le sensazioni. Tra i cassintegrati che tornano all’Asinara da lavoratori c’è anche Romano Chessa, perito chimico, ex dipendente della Tecnicoop. «Cosa provo? Una sensazione particolare, una emozione forte – dice – perché l’Asinara non è un posto come un altro. Lì abbiamo costruito un tipo di lotta operaia che ci ha fatto maturare tutti: in un anno abbiamo fatto cose che neppure in dieci puoi mettere insieme. Sono esperienze che ti segnano per sempre. Allora, nel 2010, avevano dato la nostra disponibilità a lavorare nel Parco. Ma non si poteva fare».

Il sogno. Il sogno ritorna e diventa realtà, e forse hanno ragione quelli che dicono che i sogni bisogna coltivarli. E che arrendersi serve solo a darla vinta a chi non ha creduto nelle persone. «Siamo pronti per lavorare nell’isola parco – racconta Romano Chessa, che ritroverà altri ex colleghi di Tecnicoop ed Eurocoop – è una bella scommessa. Una sfida importante. Ma noi ci siamo abituati. Da cassintegrati a lavoratori, dall’Isola dei cassintegrati all’Isola del lavoro. L’Asinara ha un valore aggiunto, la conosco bene e so quanto è importante per il nostro territorio e per la Sardegna. Ci possono lavorare decine di persone, possono dare un contributo prezioso per renderla sempre più bella, per recuperare aree e coltivarle, per avviare produzioni e valorizzare i prodotti naturali del Parco. Personalmente credo che questo possa essere il primo mattone di una cosa più grande che può essere costruita, con pazienza e con grande serietà. Anche con rispetto, come è stato fatto finora».

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