«Basta con le colate di cemento»

Il monito di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc, ieri in visita a Bitti

BITTI. Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista e già ministro del governo Prodi, ieri mattina, accompagnato da Ciriaco Davoli, ex assessore provinciale alla Pubblica istruzione ed ex-consigliere regionale, si è recato a Bitti per vedere i luoghi devastati dal ciclone Cleopatra. Ha fatto gli onori di casa Francesco Maggi, segretario del circolo territoriale “Carlo Marx” di Nuoro, rieletto domenica scorsa a conclusione del congresso di Circolo.

Maggi è bittese di adozione per aver sposato una donna del posto e, pertanto, conoscitore della realtà di quel paese devastato da un ciclone senza precedenti. Ferrero, garante nei congressi di vari circoli, ha visitato alcuni siti, quelli dove l’emergenza ha raggiunto livelli massimi di guardia, fra i quali via Cavallotti, dove è scoppiato l’argine, a due passi da piazza Asproni, il salotto di Bitti, che vede minata la sua stabilità, e giù sino all’incrocio fra via Brigata Sassari e via Brescia, dove confluiscono i due maggiori argini, caricati dalla rete di canali minori, componenti di Rivu Mannu.

L’esponente comunista ha inoltre fatto un sopralluogo nelle campagne devastate a valle del paese, lungo il fiume, sostando davanti a quello che è rimasto della casupola (i segni del pavimento) di Giovanni Farre, l’operaio scomparso.

Davanti a quella scena triste e desolante Paolo Ferrero è rimasto letteralmente impressionato e ha rilasciato un commento sulla situazione. «Non vorrei entrare in merito a soluzioni tecniche -ha detto l’ex ministro - ma a me pare evidente che bisogna fare rimboschimenti nelle campagne e rimettere mano al territorio per una canalizzazione delle acque. Ritengo peraltro, che nel centro abitato sia sbagliato coprire i fiumi. Insomma, rimboscamento agricolo e un no alla cementificazione pazzesca e selvaggia, come si sta facendo a Olbia».

Poi Paolo Ferrero ha aggiunto un’altra considerazione. «Da parte della Regione occorre un piano del lavoro e della manutenzione del territorio: due scelte che si integrano e in grado di dare risposte ai giovani e per l’ambiente». (b.a.)

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