Abbanoa, le bollette per il servizio idrico cresceranno del 4 per cento

Va deserta la gara per la fornitura dell’energia necessaria al funzionamento degli impianti: i maggiori costi si riverseranno sulle tariffe

SASSARI. Gara d’appalto per la fornitura di energia, scadenza il 7 gennaio e apertura delle buste fissata per ieri. I commissari non hanno dovuto faticare un granché: ad Abbanoa non è arrivata alcuna offerta, gara assolutamente deserta.

È un altro colpo pesante per la società che gestisce le risorse idriche dell’isola. Infatti i costi per far funzionare depuratori, potabilizzatori e tutti i vari impianti sparsi nella regione sono ingentissimi. Non poter contare anche quest’anno sui ribassi d’asta, che si attestano anche sul 10 per cento rispetto ai comuni prezzi di mercato, si tradurrà inevitabilmente in un enorme incremento delle spese. E a pagare, trattandosi di un ente pubblico, saranno naturalmente i cittadini.

Infatti i 10 milioni di euro in più che Abbanoa dovrà sborsare per l’elettricità, si riverseranno direttamente sulle bollette: per gli utenti si prevedono aumenti del 4 per cento. L’unica speranza è che lo staff tecnico di Abbanoa riesca a predisporre in breve tempo un’altra gara che si riveli un tantino più appetibile per le grosse multinazionali dell’energia. L’Eni, che da tre anni erogava la risorsa, questa volta ha preferito tirarsi fuori. E questo nonostante Abbanoa sia una insaziabile prosciugatrice di energia: con i suoi 250 milioni di kilowatt all’anno, e i suoi 250 gigawatt all’ora, è l’azienda che ha i record di consumi in tutta la Sardegna. Per soddisfare il suo fabbisogno bisognerebbe realizzare un campo eolico con 70 pale. Eppure nonostante un committente così bulimico, nonostante il contatore macini ogni anno 53 milioni, i grossi fornitori di energia hanno scelto di non presentarsi.

Eni, dal canto suo, qualche ragione in più ce l’aveva: ancora vanta un credito con Abbanoa di 70 milioni di euro. Ma gli altri?

Secondo il direttore generale Sandro Murtas è semplicemente una questione di profitti. «Nell’appalto precedente – spiega Murtas – siamo riusciti a stipulare con Eni un contratto particolarmente vantaggioso: 3 anni a prezzo fisso, con 84 euro a megawatt ora, ai quali si aggiungono altri 94 euro per oneri diversi. L’appalto ora è scaduto, e prima di bandire la nuova gara siamo andati a vedere le tariffe applicate in altre realtà. E ci siamo accorti che il mercato è notevolmente cambiato».

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