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Clivati: stop al progetto per il carbone

L’imprenditore ci ripensa dopo che la Regione ha chiesto la procedura di valutazione d’impatto ambientale


01 marzo 2014 di Paolo Merlini


NUORO. Ottana Energia dice addio al progetto di riconvertire a carbone i propri impianti: a comunicarlo, l’amministratore unico Paolo Clivati che in una nota sottolinea come si tratti di una decisione obbligata dopo che l’assessorato regionale all’Ambiente ha chiesto l’avvio di una procedura di valutazione di impatto ambientale. Una procedura che era stata sollecitata dal Comune di Ottana, i cui amministratori hanno forti perplessità sulle ricadute sanitarie e ambientali di una centrale a carbone. Una sconfitta evidente per l’imprenditore lombardo, che opera nella Sardegna interna da alcuni anni con Ottana Energia, centrale in regime di essenzialità per ancora tutto il 2014, e la collegata Ottana Polimeri. Decisione, quella degli uffici della Regione, che Clivati commenta nel suo stile sferzante, lo stesso che all’indomani della fuoriuscita della misteriosa e inquinante nube un anno fa lo aveva portato ad addossare il fenomeno delle “pecore nere” alla pratica pastorale di bruciare le stoppie (in seguito è stato indagato dalla magistratura nuorese per inquinamento).

Così ora l’industriale suggerisce, ironicamente secondo il suo punto di vista, come la futura decisione dell’assessorato sulla compatibilità dell’impianto «dovrà includere valutazioni, ora effettivamente non considerate, come quella sul “successo riproduttivo della popolazione di Gallina prataiola” tema per cui la Società si è già attivata per cercare i più aitanti Galli disponibili nei pollai del territorio».

Non mancano le critiche agli amministratori comunali che si sono schierati contro il carbone. «Si prende purtroppo atto che temi come questi – scrive ancora Clivati assimilando nei fatti la tutela della gallina prataiola a quella della salute pubblica – sembrano essere di fondamentale importanza rispetto alla tutela dei posti di lavoro e che pochissimi amministratori del territorio prendono convinta e formale posizione a difesa della poca produzione industriale rimasta e che le scelte, che si ribadisce sono state sottoscritte e condivise, erano state approvate anche dal governo centrale». Clivati ricorda a questo proposito come la scelta del carbone fosse condivisa da Regione, Provincia di Nuoro e sindacati.

Ma alla luce dei nuovi sviluppi, è scritto ancora nella nota, «la società Ottana Energia ritiene utile congelare il progetto confrontandosi con la nuova maggioranza politica regionale per sottoscrivere un nuovo accordo condiviso sul futuro di sviluppo del territorio possibilmente all’interno di un Piano Energetico Regionale ad oggi mancante».

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