Turismo, camere a 10 euro contro il mercato nero

La proposta choc degli albergatori, e della Regione, per contrastare gli irregolari che catturano l’80 cento delle presenze

SASSARI. Sole nero. La grande fetta della ricchezza che arriva dal turismo finisce in una zona grigia, nella giungla invisibile delle seconde case, delle strutture ricettive irregolari. Un mercato che ingloba dal 60 all’80 per cento delle presenze, e del fatturato.

Il villeggiante fantasma. La rinascita del sistema vacanze della Sardegna riparte da qua. Dall’emersione dei turisti fantasma. Persone che arrivano nell’isola, ma che scompaiono una volta scesi dalla scaletta dell’aereo o della nave. Non dormono negli hotel, non mangiano nei ristoranti. Ombre che portano zero euro alla macchina ricettiva.

L’offertona polemica. Il sistema si ribella e lo fa con una protesta-provocazione. Federalberghi e Confcommercio sono pronti a lanciare un’offerta choc. «Stanze degli alberghi a 10 euro al giorno – dice il presidente di Federalberghi Giorgio Macciocu –. La prima idea era di farlo a un euro, c’erano difficoltà burocratiche. Ma anche vendere le stanze a 10 euro penso che riesca a mettere l’attenzione su un’emergenza che vive il settore turistico. Vogliamo far capire che con i costi che abbiamo è difficile restare sul mercato. I dati per ora confermano che su 10 presenze nell’isola sei finiscono nel mercato nero, due nelle strutture legali. Si deve mettere un freno ai bed&breakfast irregolari, alle seconde case, a tutto un sottobosco che prolifera sotto l’ombrello delle aziende regolari. Noi dobbiamo pagare tasse e servizi. Il peso della pressione fiscale è cresciuto, i prezzi sono gli stessi da diversi anni. È chiaro che il sistema è al limite. Chiediamo la tutela della politica».

I numeri. E basta fare un rapido calcolo per capire come i numeri che dà Macciocu trovino conferma. Alghero ha 42 mila abitanti, ma in estate i consumi di energia elettrica e i rifiuti prodotti sono pari a una popolazione di 90mila persone. I posti letto sono meno di 10 mila. Il resto è un insieme di turisti fantasma. Olbia ha 70mila abitanti, ma in estate ha picchi di consumi per 200mila persone.

La strategia della Regione. Anche l’assessore regionale al Turismo Francesco Morandi sposa la causa degli albergatori. Ma Morandi non è solo un teorico che applica i criteri scientifici dell’economia al caos naif del sistema turistico. Come spesso accade fa prevalere il suo pragmatismo. «Esiste un dark number del turismo. Un numero nero che costituisce una difficoltà per il sistema – spiega –. Queste attività poco trasparenti devono diventare parte essenziale della nostra offerta. È un processo complicato, ma non ci si può affidare solo agli strumenti tradizionali della repressione. I controlli ci devono essere, nello stesso tempo dobbiamo creare le condizioni perché chi ora evade abbia maggiori vantaggi a lavorare alla luce del sole e abbandoni la zona grigia in cui si trova in questo momento. L’emersione del sommerso darebbe un infinito valore aggiunto alla risorsa turismo».

Emergenza condivisa. Morandi fa capire di avere già un piano di azione per far emergere il mercato nero. «Ma nessuno creda che questa sia una condizione che riguardi solo la Sardegna – continua –. In tutte le località turistiche di mare c’è lo stesso mercato nero. Dobbiamo partire dal presupposto che tutto il sistema turismo deve essere gestito in modo professionale. E fino a quando non si porta avanti questo modello ci sarà consumo del territorio e scarse ricadute sul tessuto produttivo dell’isola».

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