Banca di Sassari, Panti nuovo dg «Innoveremo senza fare tagli»
Avvocato algherese di 62 anni, ha alle spalle una lunga carriera al Banco di Sardegna «Multicanalità per stare al passo coi tempi». L’ex direttore Porcu lascia dopo 7 bilanci in attivo
SASSARI. L’avvocato algherese Lucio Panti, 62 anni, è il nuovo direttore generale della Banca di Sassari. La nomina, anticipata i giorni scorsi dalla Nuova, è stata ufficializzata ieri sera durante il consiglio di amministrazione presieduto da Ivano Spallanzani. Vice direttore generale fino a ieri, Panti è approdato alla Banca di Sassari nel gennaio 2013, dopo una lunga carriera al Banco di Sardegna, istituto all’interno del quale ha ricoperto gli incarichi di responsabile della segreteria affari generali, responsabile del servizio legale e vice direttore generale vicario.
Il nuovo direttore generale prende il posto di Paolo Porcu, 64 anni, direttore dal 2008, che dopo quarant’anni di banca, tra la lunga esperienza in Emilia e quella nell’isola, va in pensione. Porcu lascia un istituto di credito in salute, che ha chiuso il 2013 con un utile di 4 milioni di euro. Panti avrà il compito di proseguire nel percorso di cambiamento avviato dalla Banca di Sassari negli ultimi anni. Un percorso di innovazione e cambiamento sul quale ieri sera ha messo l’accento il presidente dell’istituto di credito sassarese.
«Ringrazio Paolo Porcu per quel suo piccolo capolavoro di managerialità che ha portato la nostra Banca a un profondo rinnovamento, pur durante gli anni della crisi - ha detto Ivano Spallanzani - ma voglio anche fare gli auguri più sinceri di sereno e proficuo lavoro a Lucio Panti, che oggi prende le redini della nostra azienda». Componente in passato dei Cda della Sfirs, della Krenesiel, della Banca Cis, del Centro Factoring di Firenze e della stessa Banca di Sassari, Lucio Panti assicura che la Banca non ha in programma nessun taglio del personale, ma per stare al passo coi tempi dovrà puntare sulla multicanalità. «La linea sarà quella dei miei predecessori - spiega il nuovo direttore generale - l’istituto è cambiato molto negli ultimi anni e i risultati dimostrano che il cambiamento è positivo. Non abbiamo in programma alcun taglio del personale - aggiunge Panti - ma è allo studio un efficientamento delle nostre filiali che ci consentirà di offrire un servizio ancora migliore ai nostri clienti». Le banche, soprattutto i piccoli istituti, sanno anche quale sia il risparmio nell’incentivo, nei confronti dei clienti, all’utilizzo dell’online banking: le operazioni effettuate a distanza via Internet. Infatti dei 4,2 miliardi stanziati di euro in Ict (Information and Communication Technology) per l’anno 2014, la parte di investimento percentuale maggiore è dei piccoli istituti, che hanno aumentato il budget nel 62,5% dei casi contro il 40% delle grandi banche. «La multicanalità - assicura Lucio Panti - è un settore molto seguito dal nostro gruppo e sul quale non rimarremo indietro. Altre istituti di credito hanno annunciato che in futuro non troppo lontano chiuderanno centinaia di sportelli, noi possiamo garantire che non lo faremo. La nostra banca - conclude Panti - continuerà a rivolgersi alle famiglie, ai commercianti e alle piccole imprese cercando di migliorare ogni giorno, come abbiamo fatto negli ultimi anni». Il suo predecessore, che ieri sera gli ha passato il testimone, va via lasciando il bilancio dell’ultimo anno (2013) con un utile netto di quattro milioni di euro. «Vado via dalla Banca di Sassari dopo sette bilanci in attivo - racconta Paolo Porcu - e avendo sempre raggiunto il budget previsto dall’azienda. Sono stati sei anni e mezzo ricchi di soddisfazioni, dopo quarant’anni di vita in banca - continua Porcu - arriva il momento di uno stacco operativo, la parola pensione non mi piace e infatti spero di continuare a fare qualcosa di utile per l’isola all’interno del Gruppo Bper. Vado via con l’animo sereno, in questi anni ho lavorato con una squadra motivata che non posso non ringraziare. Abbiamo lavorato cercando di prestare maggiore attenzione alle famiglie e alle piccole imprese - conclude l’ex direttore generale - qui in Sardegna la crisi si sente di più perché manca l’industria, ma incoraggiando e offrendo supporto a consorzi, artigiani, agricoltori e ai privati cittadini forse si può cercare uno spiraglio per una ripresa economica».
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