Occhetto: «Prepotenza degli apparati»
L’ex segretario del Pci-Pds e le divisioni tra i democratici nell’isola: «Fatico a capire»
ORISTANO. C’era una volta “La gioiosa macchina da guerra”. Domani con la voce di vent’anni fa e quell’ironia che non sempre da tutti è stata colta, Achille Occhetto, ultimo segretario del Partito comunista italiano parlerà di quell’espressione che passò alla storia perché caratterizzò la sconfitta dell’alleanza progressista di centrosinistra alle elezioni del 1994.
Lo farà ad Ales, alle 11 nella sala convegni del Comune, quando, accompagnato dall’amico regista Folco Napolini sarà ospite di Casa Natale Gramsci, dialogherà col professor Salvatore Zucca. Parlerà del suo libro “La gioiosa macchina da guerra”.
In attesa di raccontare quel pezzo cruciale di storia della Repubblica italiana, trova anche qualche parola con la quale gettare uno sguardo sulla situazione politica in Sardegna. La domanda sui litigi e sul marasma che agita, costantemente, il centrosinistra e in particolare il Pd ha una risposta molto secca: «Fatico a capire». È l’argomento primarie ovviamente a rendere complicato ogni tentativo di comprensione. Dapprima il caso Barracciu, scelta dai suoi elettori e poi convinta al passo indietro in seguito all’indagine della Procura. E poi Sassari con la spaccatura dopo le primarie e ancora Alghero con la divisione forse ancora più netta all’interno del Pd.
Achille Occhetto legge così queste decisioni del Pd: «Mi sembra ci sia il tentativo di far prevalere la prepotenza degli apparati rispetto al giudizio della gente. È un errore e a dimostrarlo c’è l’esempio, questo sì virtuoso, di quanto era accaduto a Cagliari con la vittoria alle primarie di Massimo Zedda». Ma Sardegna, in un periodo in cui si discute di elezioni europee e di candidature uniche col collegio siciliano, vuol dire anche affrontare discorsi su federalismo, autonomia e zona franca. «Il percorso giusto da fare è quello di sviluppare l’autonomia e di darle un valore vero – prosegue il politico che sciolse il Pci e lo trasformò nel Partito democratico della sinistra –. Non ritengo invece produttiva la strada della separazione. Gramsci definiva la Sardegna una semi nazione e penso che l’isola debba scegliere la propria strada nel contesto di un federalismo vero. L’Europa deve restare per tutti una grande speranza, così come era nelle menti dei padri fondatori. Il problema che ora non ci sia un governo europeo, non significa che la strada giusta sia l’uscita dall’Unione. Serve solo che le istituzioni finanziarie siano sottoposte a quelle politiche e non il contrario».
Parole che fanno da preludio alla gita che oggi Achille Occhetto compirà a Ghilarza dove andrà a visitare un altro dei luoghi della vita di Antonio Gramsci, la sua casa.