Santa Teresa, traghetti bloccati in porto
La protesta dei pescatori corsi contro il prolungamento del fermo biologico interrompe i collegamenti con Bonifacio
SANTA TERESA DI GALLURA. “Les pêcheurs”, i pescatori della Corsica, hanno bloccato ieri mattina il porto di Bonifacio, nel sud dell’isola francese, tagliando i collegamenti con la Sardegna. A terra, in attesa di imbarcarsi sulla “Giraglia”, la nave del gruppo Moby in partenza per Santa Teresa di Gallura alle 8 del mattino, sono rimasti (sino al primo pomeriggio di ieri) oltre duecento tra camionisti, frontalieri, turisti e studenti in gita scolastica. Altrettante le persone rimaste bloccate nel porto di Santa Teresa di Gallura e che avevano prenotato la partenza con i traghetti della Saremar, A far scendere in mare i pescatori sono state le recenti norme sulla pesca professionale varate dalla Comunità europea che penalizzerebbero, per via della allungata tempistica del fermo biologico, le loro attività di pesca, già fortemente penalizzate dalle condizioni meteo invernali e dalle limitazioni dovute alle aree marine protetta, con in prima linea il parco internazionale delle Bocche di Bonifacio che comprende buona parte della Corsica del Sud. Una quindicina di pescherecci, alle otto del mattino di ieri, si sono fermati nello stretto ingresso del fiordo di Bonifacio impedendo la partenza della nave di linea che collega le due isole. Da Santa Teresa il traghetto della Sarema diretto a Bonifacio, che era già in navigazione, è stato fatto rientrare in porto dall’armatore. A mediare con i pescatori, che avevano inscenato un sit-in davanti alla prefettura Ajaccio, mettendo a frutto le nuove competenze che gli sono state conferite in materia di pesca dal governo francese, è stato il prefetto Christophe Mirmand, che si è impegnato con i rappresentanti dei “pêcheurs” di dar voce alle loro rivendicazioni in sede europea. Alle 14 gli occupanti hanno lasciato libero l’accesso al porto, ritirando i pescherecci e consentendo alle navi di Saremar e Moby di riprendere il mare. Le compagnie hanno effettuato diverse corse supplementari per consentire a quanti sostavano nei due porti di raggiungere le rispettive destinazioni. A tarda sera tutto è rientrato nella normalità. Non è la prima volta che i pescatori còrsi ricorrono al blocco dei porti dell’isola francese per rivendicare maggiore autonomia e permessi per la loro attività professionale. Le reti dei pescherecci còrsi vengono gettate nella immaginaria linea di demarcazione delle acque territoriali tra Francia e Italia, in pratica a poche miglia dalla costa della Corsica e al centro delle Bocche di Bonifacio, una zona pescosissima per pesci stanziali e flusso costante per le specie migratorie che attraversano lo stretto spostandosi tra il Mediterraneo centrale e il Tirreno.
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