La legge cancellata dopo 62 anni
Nata con l’Autonomia, nel 1949, la normativa è stata eliminata solo nel 2011
CAGLIARI. Anno di nascita, 1949, l’esordio dell’Autonomia, defunto fra mille sofferenze (della Casta) il 17 novembre del 2011. È un necrologio di poche righe, quello mai pubblicato in memoria del vitalizio, o pensione, che fino alla scorsa legislatura spettava ai Consiglieri regionali. Da quella in corso, è morto, sepolto e per nulla rimpianto dopo 62 anni di privilegiata e ricca carriera politica.
Cos’è. Il vitalizio è una pensione vera e propria, che ogni consigliere fino all’altro giorno incassava (il discorso dell’età per ora è messo da parte) dopo aver versato l’8,6 per cento dell’indennità, era così fino al 2007, poi quasi raddoppiata subito dopo e arrivata nel 2012-2014 (gli ultimi due anni di esistenza in vita del vitalizio) al 22 per cento. Cioè 2.038,03 euro su poco più di 9mila, che è l’indennità media di un consigliere della passata legislatura. Ora lo stipendio è di 6.600 euro (fonte sito del Consiglio regionale) più i rimborsi forfettari e chilometrici. Il vitalizio è una pensione ma accumulata con soldi pubblici. Era uno scandalo e infatti il Consiglio regionale ha abolito la prebenda nel 2011, con persino un anno d’anticipo rispetto alle successive volontà nazionali del governo Monti. Governo che l’ha soppressa in tutta Italia il 7 dicembre del 2012.
L’età. Il vitalizio l’ex consigliere dovrebbe incassarlo solo al compimento del 65esimo anno d’età, ma esistono molte eccezioni. Ad esempio fino al 2000, non c’erano steccati anagrafici: l’ex consigliere e i suoi eredi potevano farselo accreditare quando volevano. Ma all’epoca da quella buona norma restrittiva furono esentati gli eletti delle precedenti legislature e quelli in carica, perché cane non mangia cane, prima del 2000. Va detto che il limite dell’età diminuisce e arriva fino a 60 anni se i mandati sono più di uno. C’è una seconda eccezione: fino alla XII legislatura (1999-2004) vale un’altra norma del regolamento della Cassa di previdenza, molto più generosa nei limiti d’età. «Chi fra i consiglieri – si legge – ha versato i contributi per almeno vent’anni di seguito (sono 4 legislature consecutive) percepisce comunque il vitalizio alla scadenza del mandato a prescindere dall’età». È il caso dell’ex presidente del Consiglio Claudia Lombardo. Eletta e sempre rieletta dal 1994 al 2009: oggi quarantenne, l’ha incassato subito, a marzo, anche se era convinta che glielo avrebbero accreditato a 50 anni. Un altro baby pensionato, è Andrea Biancareddu, 48 anni, anche lui con un curriculum di 4 legislature. Si sa: i politici di lungo corso hanno una marcia in più.
Quanto vale. Il calcolo è complicato e varia da un minimo del 25 per cento (un solo mandato) calcolato sull’indennità a un massimo dell’85,5 (30 anni e più di legislatura). Ognuno dei 317 vitalizi ancora pagati dalla Regione ha una storia a sé. Fino a quando non sarà pubblicato l’elenco, è possibile solo fare una media: intorno ai 5mila euro, per un costo totale mensile di 1.497.000. Che in un anno fanno quasi 18 milioni. (ua)