Gelosie e accuse in 19 bigliettini
Nei manoscritti indirizzati al marito di Dina la fine della relazione segreta
NUORO. Il piccolo colpo di scena, come da copione, arriva quando nessuno se lo aspetta. Si presenta a metà mattina con un mucchio di foglietti scritti a mano ed estratti da una cartellina che l’avvocato Mario Lai tira fuori come se niente fosse. Ma in realtà sa benissimo che spiazzerà tanti. «Ecco qui – dice il legale di Rocca, rivolto alla corte d’assise – intendo produrre, signor presidente, 19 messaggi manoscritti. Signora Guiso – aggiunge rivolto alla ex amante di Rocca – questi messaggi li ha scritti lei?».
La giovane, con il volto un po’ smarrito, li prende in mano, li sfoglia, li legge uno ad uno, dopo che anche le parti li hanno potuti scorrere. «Sì, sono miei – risponde dopo qualche minuto – non ricordo solo di aver scritto questo, battuto con la macchina da scrivere». Né, poco dopo, riconoscerà come suo un altro bigliettino: “Visto che mi devo rilassare, domenica vengo ad Alghero da te”. «Non l’ho mai scritto – spiega, decisa – sono sicurissima: davvero non ho mai scritto una cosa del genere».
Per la difesa, in realtà, il contenuto dei restanti 18 bigliettini basta e avanza per provare che anche dopo la fine ufficiale della sua relazione con Rocca, Anna Guiso nutrisse ancora un fortissimo sentimento nei suoi confronti. E anzi ne fosse morbosamente attaccata e gelosa, e non, invece, come da sempre sostiene, decisa a troncare ogni rapporto.
«Per Natale – si legge in uno dei manoscritti – non ti preoccupare. Io lo passerò peggio di tutti. Sola mentre tu in questi giorni vedo che ti dai da fare soprattutto di notte». E ancora: «dovrei chiamare una persona che sta al telefono 24 ore su 24 con un’altra? Ma allora pensi proprio che io sia tonta?». In un altro bigliettino si legge, invece: «Il motivo del mio comportamento è che ti vedi con la tua ex assistente. Il secondo motivo, il più importante, è il tuo sputo, che è di sicuro il tuo misero ringraziamento per l’aiuto che ti ho dato ».
In un altro foglietto, infine, il discorso si fa decisamente più lungo e complesso. «La cosa che mi ha fatto più male – si legge – in tutto questo gran odio, comunque, è stata la tua frase “Eli sta con chi le dà affetto”. La verità è che Eli sta con chi frequenti tu». Seguono i nomi delle altre donne che Rocca, secondo Anna Guiso, frequentava dopo la fine della loro relazione. «Io non ti ho mai detto di non lavorare – si legge in un altro – ma neanche di selezionarle per poi portartele a letto». Anna Guiso, ieri mattina, in udienza, tiene più volte, a precisarlo, che quei bigliettini «erano solo risposte ad altri biglietti che mi scriveva Francesco, e che io, a differenza sua, invece non ho voluto tenere perché non ne volevo più sapere nulla». «Io – spiega alla corte – i miei li ho buttati, non ne volevo più sapere. Certo, ero ancora legata a lui e non riuscivo a tagliare completamente. Gli scrivevo delle altre sue relazioni perché era lui che mi diceva che aveva storie diverse».
Sempre nell’udienza di ieri, il pm Tronci le ricorda di altri messaggi, ma stavolta via sms, che Rocca le aveva mandato. «Ricorda se il 14 marzo del 2009 – dice il pm – l’imputato le aveva scritto “No, cazzi miei, che ho sposato una puttana, ma già ha fatto la fine che doveva fare”. «Sì, lo ricordo», risponde Anna Guiso. E le scrisse anche “Un giorno saprai cos’ho fatto per te”. Ha capito cos’era che ha fatto per lei?». «Non gliel’ho chiesto», risponde lei. (v.g.)
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