La Nuova Sardegna

Un segreto e le paure di 3 donne

«L’11 novembre 2012, di sera tornai a casa e trovai mia figlia Alessia che piangeva, era sconvolta. “Mà, è venuta Giovanna Cualbu e mi ha detto che Pierpaolo (Contu, condannato in primo grado come...

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«L’11 novembre 2012, di sera tornai a casa e trovai mia figlia Alessia che piangeva, era sconvolta. “Mà, è venuta Giovanna Cualbu e mi ha detto che Pierpaolo (Contu, condannato in primo grado come killer di Dina Dore, ndr) è coinvolto nell’omicidio di Dina, e mi ha detto che Stefano Lai lo aveva accompagnato al bivio di Ollolai, e che il mandante era Rocca”. Dopo cena ad Alessia arrivò un sms di Giovanna: “Spero tu mantenga il segreto: non dire nulla”». È stata una deposizione breve ma densa, quella resa ieri da Maria Antonietta Curreli (e poco dopo anche dal marito Andrea Pira), mamma di Alessia Pira, che era la fidanzata del superteste Stefano Lai. Il contenuto di questa deposizione era già emerso un anno fa, dopo gli arresti di Rocca e Contu, ma ieri è stato ripercorso in aula. «Poi – continua la donna – ho parlato con Giovanna, che è mia cugina. E lei mi disse che aveva sbagliato, a caricare Alessia di questo peso. Ma lei era disperata. Io le dissi “Giovà, dì tutta la verità”. Ma lei rispose: “Non posso mettermi contro la famiglia Rocca. Tonino Rocca ha fatto sapere che sarebbe riuscito ad arrivare a qualsiasi magistrato”». «Come mai – le chiede l’avvocato Angelo Manconi – non aveva detto tutte queste cose quando è stata interrogata ad Abbasanta?». «Perché allora non ne avevo avuto il coraggio», risponde. «Dopo che è stata sentita ad Abbasanta – ribatte la difesa – ne ha parlato con suo cugino Gavino Pira?». «Sì, anche con lui». (v.g.)

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