Loi e Michelangeli: i sindaci delle alluvioni ci riprovano
Il paese ogliastrino deve ancora ricevere i fondi per il disastro del 2004 La piccola comunità dell’Alta Baronia chiede servizi per rompere l’isolamento
INVIATO A VILLAGRANDE. Sono entrambi sindaci alla scadenza del primo mandato, entrambi sono del Pd e hanno corso ma senza successo alle elezioni regionali di febbraio, in due collegi differenti, raccogliendo ciascuno un buon risultato personale. E, a posteriori, una visione più lucida dei rapporti di forza all’interno del partito democratico. Entrambi, infine, si presentano all’appuntamento elettorale del 25 maggio senza avversari. Guidano infatti le uniche liste in corsa in ciascuno dei due paesi. Ma soprattutto in comune hanno un’esperienza di cui avrebbero fatto volentieri a meno: guidano paesi colpiti dall’alluvione del 18 novembre. Parliamo di Giuseppe Loi, 49 anni, sindaco di Villagrande, e di Clara Michelangeli, di 34, che vuole ripetere l’esperienza amministrativa a Onanì. Alle elezioni comunali di fine maggio, in concomitanza con le europee, il loro unico avversario è l’astensionismo dilagante: per essere eletti sarà necessario il voto di almeno il 50 per cento degli aventi diritto.
Il dramma di 10 anni fa. Il paese famoso per il bosco di Santa Barbara, panorami mozzafiato sul mare d’Ogliastra e prosciutti fra i più celebrati dell’isola, è stato inserito dalla Protezione civile nell’elenco dei comuni colpiti dal ciclone Cleopatra, ma in realtà fa ancora i conti con l’alluvione del lontano dicembre 2004. Un evento catastrofico, con un fiume di acqua, fango e detriti che dalla montagna invase il paese travolgendo ogni cosa. E lasciando sul campo due vittime che non riuscirono a porsi in salvo: una donna di 69 anni e la sua nipotina di tre. Una tragedia il cui ricordo pesa ancora come un dramma collettivo e rappresenta un monito costante a vigilare a ogni arrivo di piogge impetuose.
Giuseppe Loi sa tutto di quell’alluvione. A quel tempo non era in carica, ma lavorava come tecnico comunale. Collaborò in prima persona alla ricostruzione e alla stima dei danni per mettere in sicurezza il paese. Da sindaco, dopo l’elezione nel 2009 con il sessanta per cento delle preferenze (battendo una lista di centrodestra), ha continuato la sua battaglia. Che ne è, oggi, a dieci anni di distanza, di quella ricostruzione? «Stiamo ancora aspettando i fondi promessi nel 2004 – dice Giuseppe Loi nel suo ufficio al primo piano del palazzotto comunale costruito nel primo Novecento – parliamo di tredici milioni di euro. L’alluvione del novembre scorso ha avuto conseguenze meno gravi, ma comunque ci sono stati problemi perché abbiamo potuto porre in atto solo una piccola parte delle opere di salvaguardia previste dopo il 2004. Questa volta poi l’allarme è scattato per tempo e la gente ha saputo come comportarsi». Di chi sono le responsabilità di questi ritardi? «Nel 2011 il governo ha nominato un commissario straordinario per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico in Sardegna, Efisio Orrù. Abbiamo fatto i nostri passi, preparato documenti e progetti, ma dal commissario, che dovrebbe dare il via agli appalti, non abbiano ricevuto risposta. A quanto risulta Orrù non è neppure più in carica, né è stato sostituito. L’ho fatto presente in una lettera indirizzata il mese scorso al ministero e, tra gli altri, al presidente Pigliaru. Non ci hanno risposto neppure loro».
L’alleanza. Loi viene dalla sinistra del Pd, ne ha seguito in prima persona tutti i passaggi: giovanissimo, è stato segretario del Pci a Villagrande, poi è entrato nel Pds, e ancora nei Ds. Alle regionali ha preso 2800 voti. Oggi si ricandida alla guida del Comune con una coalizione variegata, Patto per Villagrande e Villanova, composta anche da esponenti di Forza Italia e dell’Udc. A questi si aggiunge un rappresentante dell’area industriale, dove operano 23 aziende (tra le quali anche il salumificio della famiglia di Giuseppe Loi, la Villagrande Prosciutti, uno dei pochi nell’isola che usa materia prima tutta locale). Eleggono il sindaco e un rappresentante anche i 900 abitanti della frazione di Villanova Strisaili, paesino che vanta il primato mondiale della longevità maschile, ossia del numero di maschi ultracentenari in proporzione agli abitanti. Lo ricordano orgogliosamente con un cartello all’ingresso dell’abitato, miracolosamente scampato ai fori di pallettoni che ornano le indicazioni di mezza Ogliastra. Forse anche per scaramanzia.
Onanì. Clara Michelangeli, 34 anni, laureata in Scienze Forestali, è diventata un personaggio dopo l’alluvione del 18 novembre. Il paese montano dell’Alta Baronia era rimasto completamente isolato, gli studenti non potevano raggiungere le scuole medie inferiori e superiori a Lula e a Bitti. E la Provincia impediva di utilizzare un’improvvisata bretella stradale realizzata adattando un tratturo di campagna. Lei non si è persa d’animo, ha alzato la voce da uno dei paesi più piccoli della Sardegna (appena 400 abitanti), che un tempo si aggiudicò il non invidiabile record di più povero d’Italia. La Protezione civile realizzò un ponte provvisorio nella strada per Lula e Bitti, così da poter far transitare le navette con gli studenti. «Ma a quasi sei mesi dall’alluvione la situazione è immutata. I pullman dell’Arst non possono percorrere quella strada e così un anziano o semplicemente chi non auto non può spostarsi con i mezzi pubblici. Inoltre il depuratore e la condotta sono stati riparati provvisoriamente».
Alle consultazioni regionali Clara Michelangeli ha ottenuto settecento voti. Lei non lo dice, ma il suo partito non l’ha aiutata considerandola forse una scomoda outsider e ha dovuto fare tutto da sola. Nella lista civica che guida, Uniti per crescere, ha voluto accanto a sé soprattutto giovani. Su sette candidati, lei compresa, l’età media è appena sopra i trent’anni (la più giovane, una biologa, ne ha 25), i laureati sono tre. Vivono in questo paese immerso in una campagna che l’inverno appena trascorso ha dipinto di un verde intenso. E ne sono entusiasti: Onanì è uno dei pochi paesi italiani dove la natalità è, se non in crescita, stabile. Clara e compagni puntano su una migliore qualità della vita, magari su un po’ di turismo. Anas permettendo.
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