BlueBeaters, che ritmo Dal tributo a Marley alla storia del reggae
Abbabula, in migliaia sabato al concerto di piazza d’Italia La band guidata da Bunna conquista il pubblico del festival
SASSARI. Archiviato il capitolo Giuliano Palma i BlueBeaters tornano in sella. Lo fanno ripartendo dalle origini, con la formazione originale e qualche “new entry” a chiudere il cerchio di una band le cui capacità tecniche sono fuori discussione. Perché è il lato emozionale a colpire gli spettatori, come nel caso della loro esibizione di sabato sera in Piazza D’Italia, dove diverse migliaia di persone si sono riversate per assistere allo show inserito nel cartellone della sedicesima edizione di Abbabula, il festival allestito dalle Ragazze Terribili. Ed il ritorno alle origini comprende anche la scelta dei brani che i BlueBeaters suonano da vivo, in lungo e in largo per la penisola, nel tour intitolato “CeleBBration”per festeggiare i vent’anni trascorsi sui palchi ed in studio di registrazione, dal primo concerto fino ai nostri giorni.
Abbandonate le cover di facile presa, Bunna (già cantante e bassista degli Africa Unite) e compagni hanno recuperato e riadattato una sequenza di brani che hanno scritto la storia del “ritmo in levare”.
Dallo ska delle origini, fino a quello moderno, ed ancora l’immancabile reggae, il rythm’n blues ed il soul per una miscela che, una volta di più si è rivelata vincente. Chi ha assistito al concerto di sabato si è trovato di fronte una band in ottima forma, affiatata e motivata. Decisamente migliore in questa veste, senza un leader a catalizzare l’attenzione, il gruppo si è potuto esprimere al cento per cento con uno spettacolo d’alto livello e divertente e trascinante. Nove elementi in perfetta sintonia con quattro voci ovvero, Bunna, Pat Cosmo (già nei Casino Royale), Lady Soul Maya e Mr. T-Bone.
Una sezione ritmica precisa come un orologio svizzero composta da Count Ferdi alla batteria e Pakko al basso, il newyorkese Peter Truffa alle tastiere, Carlo Senatore alla chitarra ed una sezione di ottoni con Paolo Parpaglione al Sassofono e Mr T-Bone al trombone a chiudere il cerchio. Venticinque brani in tutto per novanta minuti di concerto. Sin dalle note d’apertura della serata si è capito dove l’intero concerto sarebbe andato a parare. “China Clip” degli Skatalites per dare il La allo show ed alle danze di un pubblico entusiasta.“Somebody has stolen my girl” di Delroy Wilson, “Catch That Teardrop” dei The 5 Royales, “Cry to me” di Bob Marley ed ancora “My Boy Lollipop di Millie Small. Una scaletta scelta non a caso fra le composizioni degli ultimi cinquant’anni, compresa la divertente versione reggae di “Toxic” di Britney Spears, il primo di una serie di singoli che verranno pubblicati nei prossimi mesi, e che verranno raccolti in un nuovo album la cui uscita è prevista per l’autunno. Da segnalare, all’interno del ciclo “Abbabula nuovi suoni” le performance di venerdi e sabato, dei Foxhound e dei Did al The Hor.
Un meltin pot di suoni tra il cantato in lingua araba, Djembè, sax e break-beat per i primi e funk e elettronica suonata con attitudine punk per i secondi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
