La Nuova Sardegna

Aziende sanitarie, otto modelli diversi di “trasparenza”

di Umberto Aime
Aziende sanitarie, otto modelli diversi di “trasparenza”

Ognuna fa a modo suo quando pubblica i bilanci sulla Rete Ricerche complicate e comparazioni impossibili sui costi

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CAGLIARI. La commissione Salute del Consiglio regionale, senza distinzione fra maggioranza e opposizione, l’altro giorno dall’assessore alla Sanità ha preteso un’«immediata trasparenza» sui bilanci delle otto Asl. Anzi, qualche commissario si è addirittura risentito perché l’ospite, convocato in audizione, non avesse pensato da solo di presentarsi con la «necessaria contabilità». Flemmatico e senza far pesare che molti dei suoi interlocutori siedono in quei banchi da molto prima che lui entrasse in Giunta, Luigi Arru, il medico-assessore, ha risposto: i conti saranno presto disponibili. Così, nella saletta del Palazzo, il fuoco di fila è diventato meno pressante di quello all’inizio della seduta. Salvo il puntiglio di chi, a cifra grossa, ha ricordato: «La spesa sanitaria pesa sul bilancio della Regione intorno al 65 per cento ed è tutta a nostro carico». Poi subito dopo: «Il costo vivo della sanità è di 3 miliardi e 338 milioni sui 7 complessivi in bilancio». Per denunciare infine: «Ormai il deficit delle Asl è molto vicino al tetto dei 380 milioni». Tutti i commissari, a quel punto, si sono fatti tristi, per poi prendersela con la maggioranza se cinque anni fa erano all’opposizione, o viceversa, ma questa è un’altra storia.

La caccia. Memorizzati questi numeri tutt’altro che fantastici e nell’attesa dell’annunciato dossier ufficiale, senza voler sorpassare nessuno a sinistra e neanche a destra, quei bilanci pretesi a gran voce dai consiglieri regionali dovrebbero essere consultabili da tempo sulle home page delle Aziende sanitarie, alla voce «Amministrazione trasparente», bottone rosso nella colonna di sinistra. Purtroppo non è così facile scaricarli come dovrebbe essere e non lo è neanche per i navigatori più abili. La colpa è tutta delle otto Asl, perché nonostante le disposizioni stringenti ogni Azienda pubblica quello che vuole. Non c’è omogeneità fra i documenti e persino alla voce «chi siamo» le personalizzazioni sono esagerate, con libertà di ogni tipo persino sulla storia delle Province d’appartenenza e sui chilometri costieri o montani amministrati.

Utili e perdite. Scoprire ad esempio come le Asl hanno chiuso l’ultimo bilancio disponibile, quello del 2012, è infilarsi in un labirinto: sono troppi vicoli ciechi. Per cominciare, il risultato finale dell’Azienda di Sassari, la numero 1, è scritto nella delibera 502 del 29 giugno 2013, firmata dal direttore generale Marcello Giannico: +13.406,80 euro, l’utile dichiarato. Impossibile invece sapere come lo stesso anno è andata all’Asl di Cagliari, che per grandezza è fra le prime cinque Aziende sanitarie nazionali. Alla voce bilanci, gli uffici della 8 non hanno caricato il consuntivo del 2012 e per scusarsi mettono le mani avanti «In questa sezione sono consultabili solo i consuntivi dal 2008 al 2011». Del 2012 quindi non c’è traccia. Eppure da qualche parte deve pur essere (certo negli uffici, non sul sito) se nell’arcinota e contestata delibera salva Asl della giunta Cappellacci, adottata un mese dopo la sconfitta elettorale, all’Azienda cagliaritana è stato assegnato un trasferimento netto superiore di 50 milioni rispetto al lordo previsto. Per la precisione, 920 milioni contro 872. Il che vuol dire: questa è una Asl da «profondo rosso», ma scovarlo fra le «trasparenze» è difficile. Più a Nord, nell’Azienda di Oristano, a quanto pare non si dannano certo l’anima per pubblicizzare i conti: «Pagina in fase di completamento», è la giustificazione che sfiora il ridicolo per colpa di un refuso: scrivono bialncio, testuale. Poi la navigazione continua più spedita per concludersi con un file compresso che sputa fuori 15 sottocartelle. Nella prima si legge 7.307.243, è questo l’utile d’esercizio del 2012. Siccome è una performance niente male, per esaltare il risultato propongono anche il raffronto con la perdita del 2011, -14.261.081. È interessante, l’idea delle tabelle specchiate: i due bilanci affiancati chiariscono bene l’andamento della gestione da un anno all’altro, ma non tutte le Aziende hanno la stessa delicatezza seppure autoreferenziale. L’Asl 6 di Sanluri prova invece a fare la prima della classe: uno sopra l’altro pubblica il bilancio consuntivo del 2012 (-216.278 comunque meno pesante del -9.962.716 del 2011) e quello preventivo del 2013 seppure in forma sintetica. Addirittura fa meglio l’Asl 3 di Nuoro, che è proiettata davvero nel futuro: non pubblica il 2012, ma il bilancio di previsione triennale 2014-2016, con ipotesi di perdita compresa fra 445 e 635 mila euro. Con una curiosità, è questa l’unica Azienda a risparmiare sull’inchiostro: le cifre, precisa la legenda, «vanno intese in migliaia di euro» e quindi a prima vista (ma solo a prima vista) le spese sembrano più contenute. All’Asl 7 del Sulcis hanno una predilezione per gli archivi: i bilanci in serie sono dal 2009 al 2012, ma chissà perché non c’è il 2011. Comunque a pagina 8 di una relazione corposa, 128 fogli pdf, il dato è un utile: 3.481.872 contro un -10 milioni e mezzo del 2011, per colmare il “buco” presente nell’altra videata. Negli uffici amministrativi dell’Asl di Olbia, la numero 2, è certo di casa l’efficienza: del 2012 hanno caricato delibera di approvazione, nota integrativa e relazione finale. Del 2013 lo stato economico e il conto economico più gli allegati del piano triennale. Per l’anno in corso, è cliccabile il pacchetto intero. Un esempio da seguire, non c’è dubbio, con i costi addirittura divisi per trimestre. Le pecche sono altre: alcuni documenti hanno un download (scaricamento) lentissimo e poi a mettere paura sono gli oltre 6 milioni di perdita ancora da certificare per il 2013.

Dalla lunga carrellata è evidente che ogni Asl ha un suo modo d’intendere la trasparenza e comparare le tabelle non è possibile. Ci vorrebbe omogeneità e anche di questo dovrà occuparsi l’assessore, oltre che provare a ridurre la spesa.

Chi siamo. A proposito di differenze è nelle home page che le Asl danno il meglio. In quella di Nuoro l’apertura è riservata agli auguri di Pasqua, ormai vecchi, del manager. In Gallura sono precisi nello svelare che amministrano soprattutto chilometri costieri. A Sassari dichiarano fino all’ultimo dipendente (4.978). Cagliari si vanta di essere nella top ten nazionale. Sanluri pubblica il numero degli «abitanti serviti», 102mila. Oristano si presenta con una vigorosa stretta di mano. Sì, servirebbe pulizia anche nel «chi siamo», non solo nella «trasparenza amministrativa».

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