Clivati: «Conclusioni erronee e incongruenti quella notte non ci fu alcuna esplosione»
«Conclusioni erronee e incongruenti». Così Paolo Clivati (nella foto) definisce i risultati della perizia depositata nella procura della Repubblica di Nuoro dai consulenti incaricati di accertare le...
«Conclusioni erronee e incongruenti». Così Paolo Clivati (nella foto) definisce i risultati della perizia depositata nella procura della Repubblica di Nuoro dai consulenti incaricati di accertare le cause del cosiddetto fenomeno delle “pecore nere” accaduto la notte del 14 aprile 2013 sui pascoli di Noragugume. Il patron di Ottana Energia affida il suo pensiero a una nota. «Per ora – dice l’industriale milanese – si tratta solo di alcuni chiarimenti». Il giudizio tecnico sui risultati della perizia depositata in procura sarà dato dai consulenti dell’azienda al momento opportuno. «È appena il caso
di precisare – sottolinea Clivati – che i soggetti coinvolti nell’indagine preliminare avranno modo di svolgere compiute difese nel pieno contraddittorio del processo, quando e se verrà celebrato». Per ora, a confutare le tesi dei periti della procura (Mauro Sanna, Paolo Pirisi e Roberto Monguzzi, lo stesso che si occupò dell’Ilva di Taranto) dovrebbero bastare «i chiarimenti» aziendali. Che partono dalla contestazione della causa che, secondo i periti, avrebbero provocato la nube di carbone dissoltasi poi in polvere nera: l’esplosione, intorno alle 23.15 del 14 aprile, che sarebbe derivata «da un eccesso di monossido di carbonio presente nella camera di combustione di una caldaia». Quella notte, secondo Clivati, nella centrale elettrica di Ottana Energia non ci fu alcuna esplosione. Tanto meno di una caldaia. La teoria dell’esplosione sarebbe, oltrettutto, in contrasto con i principi di funzionamento delle centrali termoelettriche. «Se la caldaia fosse esplosa – chiarisce l’industriale milanese – l’onda d’urto derivante l’avrebbe mandata in blocco e fuori servizio, mentre, invece, la stessa ha continuato a produrre per tutta la notte». Clivati entra anche nel merito di un possibile inquinamento. «Nell’immediatezza dell’evento – sottolinea Clivati – questi tecnici hanno effettuato prelievi dalle pozze d’acqua e compiuto rigorose analisi che hanno consentito da subito di escludere pregiudizio per le persone e gli animali». (f. s.)