La “povertà educativa” colpisce l’isola
Save the Children: mancano opportunità per bambini e ragazzi, Sardegna tra le peggiori d’Italia
SASSARI. La Sardegna è al sesto posto in Italia per “povertà educativa” dei bambini e degli adolescenti con, tra l'altro, un misero 12,6 per cento di bimbi in carico ai nidi pubblici, appena il 27 per cento di scuole con certificato di agibilità, tasso di dispersione scolastica al 24,7 per cento, solo il 46,6 per cento di minori che fanno sport regolarmente e il 31,8 per cento che ha visitato un monumento.
Primo posto in classifica (naturalmente in negativo) per la Campania, mentre all'opposto il Friuli Venezia Giulia, è la regione più ricca di opportunità educative per i più giovani.
Sono i risultati del rapporto “La lampada di Aladino” di Save the Children che ha misurato la deprivazione educativa dei minori in Italia con il nuovo “Indice di Povertà educativa” (Ipe) e ha lanciato la campagna “Illuminiamo il Futuro” per dare educazione e speranza ai bambini stretti nella morsa delle povertà. Al via i primi Punti Luce, spazi educativi in aree svantaggiate di alcune città. Fino al primo giugno è attivo l'sms 45509 per raccogliere fondi.
È la Campania, come detto, seguita da Calabria, Puglia e Sicilia, la regione italiana con la maggiore “povertà educativa”, cioè dove più scarsa e inadeguata è l'offerta di servizi e opportunità educative e formative per i bambini e adolescenti. In Sardegna (sesta) scarseggiano gli asili nido; meno di un terzo delle strutture scolastiche ha un certificato di agibilità. Pochi i libri, lo sport, l'arte e perfino internet a occupare il tempo libero dei giovanissimi e il tasso di dispersione scolastica è tra i più alti del Paese. Una deprivazione educativa che si somma alla povertà economica che colpisce più duramente proprio i bambini del Sud e riguarda ormai oltre un milione di minori in tutta Italia, mentre 3 milioni e 500 mila sono a rischio di povertà ed esclusione.
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