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Tre anni per aggiudicare l’appalto alla Caf

Tre anni per aggiudicare l’appalto alla Caf

La rivalità con la Talgo nella gara decisa dal Consiglio di Stato. Un’inchiesta della Procura fu archiviata

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CAGLIARI. Sono serviti tre anni (dal 2007 al 2010), l’impegno di due giunte regionali (Soru e Cappellacci) e l’immancabile intervento della giustizia amministrativa per chiudere la gara d’appalto regionale da 57 milioni per gli otto treni oscillanti che dovranno coprire la linea Cagliari-Sassari in circa due ore (sempre che tutto funzioni secondo le aspettative).

L’ultimo capitolo della vicenda è stato scritto il 7 dicembre 2010 dal Consiglio di Stato, che ha deciso a favore della spagnola Caf (Construcciones y auxiliar de ferrocariles) dopo il ricorso di quest’ultima e della Regione sarda contro la sentenza del Tar che aveva annullato l’aggiudicazione alla stessa Caf.

A opporsi al risultato di quella gara era stata un’altra azienda spagnola, la Patentes Talgo, che aveva lavorato a lungo al progetto del treno ad assetto variabile, fino a eseguire un test sulla linea Cagliari-Sassari.

Tutto era cominciato nel 2007, quando la Regione aveva deciso di puntare sui treni diesel ad assetto variabile e aveva promosso una manifestazione di interesse rivolta alle case produttrici, a cui avevano risposto Patentes Talgo e Caf.

In seguito l’amministrazione Soru aveva scelto la via della “procedura negoziata” – una forma più rapida di selezione – che aveva incontrato ostacoli negli uffici regionali e che si ipotizzava potesse favorire la Talgo. La Procura di Cagliari aprì un’inchiesta che fu archiviata dopo l’accantonamento della procedura negoziata. Alla fine del 2008 la Regione (ancora amministrata dal centrosinistra) pubblicò un bando europeo. Nel frattempo, com’è ovvio, la data del viaggio inaugurale del treno veloce si era già spostata rispetto a quella inizialmente prevista (autunno 2010).

Succeduto Cappellacci a Soru, la giunta regionale di centrodestra mandò avanti il bando di gara e alla fine del 2009 arrivò l’aggiudicazione alla Caf. Ma era solo l’inizio di una controversia giudiziaria che sarebbe proseguita per più di un anno. Patentes Talgo era stata infatti esclusa dalla procedura di gara perché nella domanda di partecipazione mancava la firma del rappresentante legale.

Gli avvocati della Talgo chiesero però l’annullamento della gara puntando sul fatto che il bando prevedeva offerte in lingua italiana, ma la Caf, pur avendola utilizzata in tutte le 950 pagine dell’elaborato, aveva presentato 23 allegati scritti in spagnolo.

Il Tar diede ragione a Talgo, annullando la gara. Ma la Caf e la Regione si rivolsero al Consiglio di Stato che prima (nel luglio 2010) sospese la sentenza di primo grado e poi (il 7 dicembre dello stesso anno) decise nel merito sempre a favore della Caf.

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