In duemila alla fiaccolata

Il corteo per dire no alla violenza, in prima fila i compagni del piccolo Pietro

TEMPIO. Oltre duemila persone hanno partecipato ieri sera a Tempio alla fiaccolata voluta da don Antonio Tamponi, in memoria di Giovanni Azzena, Giulia Zanzani e il piccolo Pietro, barbaramente trucidati, sabato scorso nella loro casa di via Villa Bruna. Alla fiaccolata erano presenti anche diversi parenti delle vittime e una folta rappresentanza di Trinità, il paese natale di Giulia, rimasta sempre molto legata alle sue radici. «La chiesa – ha detto don Antonio Tamponi, in una cattedrale incapace di contenere l’enorme folla – con questa fiaccolata non si vuole ergere a giudice di nessuno. Lasciamo ad altri che sanno adempiere bene al loro compito questa incombenza. Siamo qui per pregare, per esprimere la nostra vicinanza alle famiglie e sottolineare la necessità di essere sempre migliori».

Alla fiaccolata, che si è svolta sotto una pioggia incessante, hanno partecipato tutte le autorità civili della città, guidate dal sindaco Romeo Frediani, le rappresentanze delle forze armate, le associazioni cittadine e una marea di persone che hanno attraversato il centro storico in un silenzio tombale. Nel corteo sono state trasportate anche le reliquie di Sant’Antonio da Padova, presenti in città da qualche giorno e in onore del quale erano state organizzate solenni celebrazioni religiose, annullate in seguito alla strage della famiglia Azzena. Prima dell’inizio del corteo, aperto dai compagni di classe di Pietro che mostravano alcuni cartelli con le loro riflessioni, il parroco ha letto un brano della bibbia dove viene raccontata l’uccisione di Abele. Al termine della fiaccolata il sindaco Romeo Frediani si è detto grato alle forze dell’ordine per il lavoro svolto e si è augurato che al più presto si faccia piena luce su una vicenda che ha sconvolto non solo la comunità tempiese, ma l’intera isola. Oggi intanto con inizio alle 18 si svolgerà una seduta straordinaria del consiglio comunale con all’ordine del giorno la tragedia di via Villa Bruna. Una seduta significativa nella quale non vi sarà sicuramente spazio per le polemiche sulla sicurezza, accesissime in questi giorni fra la gente e sulle quali vi sarà tempo e modo di parlare. Sulla strage della famiglia Azzena interviene anche Tore Garrucciu, il più giovane consigliere comunale. «Tragedie di questo genere non ci appartengono, le apprendiamo solo attraverso i notiziari, sui giornali, fatti che colpiscono realtà ben più grandi rispetto alla nostra. Una tragedia che colpisce tutti, una ferita che lascia un segno profondo. Tempio chiede chiarezza e nel contempo giustizia, questo è il momento della riflessione e del silenzio». (a.m.)

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