La Nuova Sardegna

Daga: «Noi cadiamo a testa alta»

di Gianni Olandi
Daga: «Noi cadiamo a testa alta»

Il candidato del Pd: «La nostra? Una prova di dignità e responsabilità»

27 maggio 2014
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ALGHERO. Ci ha provato con l’orgoglio del cavallo di razza, ma la lotta era impari. Una sola lista e soltanto negli ultimi giorni della campagna elettorale la condivisione dei Riformatori al programma e il conseguente appoggio elettorale. Troppo poco anche se il risultato ottenuto consente al PD algherese di essere il secondo partito in città dopo Forza Italia.

Enrico Daga, candidato a sindaco, vede nella sconfitta soltanto il percorso intermedio di un progetto. «Abbiamo costruito un patrimonio umano straordinario – dice – abbiamo recuperato tanti giovani alla politica, motivandoli intorno a un ragionamento libero da spartizioni e da condizionamenti esterni».

La delusione è indubbiamente mascherata bene anche se tra i più stretti collaboratori si sostiene la tesi «abbiamo fatto il possibile, l'impossibile non era alla nostra portata», lasciando intravedere comunque la soddisfazione di essere caduti in piedi.

«In questo momento – aggiunge Enrico Daga – in tutti noi prevale il senso di responsabilità verso la città, l'unica vera vittima di forzature di ordine personale. Il partito ha reagito con grande dignità e continuerà a farlo e se serviva una prova provata del ruolo che il Partito Democratico svolge nel nostro Paese è sufficiente dare un'occhiata allo straordinario risultato ottenuto in campo nazionale per le europee e dove si votava per le amministrative».

Ma Alghero sembra fare eccezione . «Per quanto ci riguarda e in riferimento al nostro partito ad Alghero – replica Daga - non solo abbiamo affrontato un impegno proibitivo assumendocene la responsabilità alla vigilia della presentazione delle liste, ma abbiamo lottato con impegno e determinazione per evitare la sua distruzione». «Oggi - prosegue - possiamo sostenere che, pur in presenza di un risultato che non ci vede vincenti, ma che è comunque più che dignitoso per le condizioni nelle quali lo abbiamo ottenuto, di aver onorato l'appartenenza al Partito Democratico e avviato un progetto politico che guarda esclusivamente al bene della città».

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