La Nuova Sardegna

Vince Cannas con la lista di centrodestra

di Paolo Merlini
Vince Cannas con la lista di centrodestra

L’ex assessore all’Urbanistica batte per 31 voti il candidato del Pd che guidava uno schieramento allargato a Psd’Az e Udc

27 maggio 2014
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Ore di testa a testa, con una manciata di voti di differenza che portano ogni candidato sindaco a trincerarsi dietro un silenzio quasi assoluto. Il quartier generale della lista Obiettivo Uno dista appena cento metri da quello della Svolta, nella via centrale che unisce Tortolì e Arbatax, via monsignor Virgilio. Poi alle 18,35 il boato: sono le urla dei sostenitori di Massimo Cannas, candidato sindaco della lista di centrodestra Obiettivo Uno. Secondo le stime del comitato, lo separano appena trenta voti dal suo diretto oppositore, Fabrizio Selenu, esponente del Pd alla guida della Svolta, lista che va dai democratici di sinistra all’Udc passando per il Psd’Az.

La partita per la poltrona di sindaco a Tortolì si è giocata tutta tra loro, a dispetto delle altre quattro liste in corsa. Solo Punto e a Capo ha superato i mille voti (su un totale di circa novemila elettori), ma con le altre non c’è storia: nessuna si è avvicinata al dieci per cento.

In questa parte d’Ogliastra Massimo Cannas non è una novità nel mondo della politica. Quarantasette anni, studi in giurisprudenza, imprenditore turistico (gestisce un camping a Lotzorai), è stato assessore all’urbanistica nella precedente giunta guidata da Mimmo Lerede, che si è dovuto dimettere dopo l’abbandono di otto tra consiglieri e assessori della maggioranza (compreso Cannas). Si definisce un uomo di centro. Tra le priorità della giunta che guiderà fra pochi giorni vede l’approvazione del piano urbanistico (la Regione ha rispedito al mittente quello della giunta uscente), così da dare risposte al futuro di Tortolì. Pensa a nuove forme per la gestione dell’aeroporto e crede che il consorzio industriale vada rilanciato.

Quando la vittoria è ufficiale si lascia andare a un pianto liberatorio, non dà dichiarazioni per quanta è l’emozione. In realtà, ci va cauto anche perché, visto il distacco davvero esiguo, in attesa di voti ufficiali vuole subito andare a verificare in Comune la situazione. Al quartiere generale della Svolta, invece, non hanno dubbi, anché sulla conta dei voti gli eredi del Pci e della Dc raramente hanno sbagliato un colpo in attesa dei dati ufficiali.

Da oggi dunque Tortolì ha un nuovo sindaco. Un uomo di centro, di buon carattere e stimato da tanti cittadini, come gli viene riconosciuto da sostenitori e avversari. Le elezioni comunali a Tortolì si sarebbero dovute svolgere il prossimo anno, ma lo scorso novembre un terremoto politico aveva costretto alle dimissioni il sindaco Mimmo Lerede, dell’allora Pdl, dal 2010 alla guida di una giunta di centrodestra. Dopo mesi di tentennamenti, la maggioranza che lo sosteneva si era sfaldata definitivamente, con l’abbandono di quattro consiglieri eletti nella sua lista e di quattro assessori, tra i quali Massimo Cannas. L’accusa verso Lerede era che utilizzasse metodi poco democratici. In realtà i dissidenti volevano, e lo dissero senza mezzi termini in una lettera aperta, le dimissioni di Paolo Stochino, vice sindaco e fedelissimo di Mimmo Lerede, come lui proveniente da Forza Italia. Quarantacinque anni, architetto, Stochino era per molti se non proprio il sindaco ombra, la persona che più influiva sulle scelte della giunta. Cappellacci lo aveva nominato commissario liquidatore delle aree della Cartiera. Lerede non accettò l’ultimatum, gli otto si dimisero provocando così l’arrivo di un commissario straordinario. Stochino ci ha provato di nuovo, candidandosi nella terza lista più votata domenica, Punto e a Capo guidata da Mara Mascia. Ma non è riuscito ad andare oltre il venti per cento, a fronte del trenta di Obiettivo Uno. Dove troviamo anche anche l’ex responsabile del bilancio della giunta Lerede, Fausto Mascia, e altri due consiglieri dimissionari, Laura Pinna e Walter Cattari.

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