La Nuova Sardegna

“Il flauto magico” Sacro e profano del grande Mozart

di Gabriele Balloi
“Il flauto magico” Sacro e profano del grande Mozart

Cagliari, l’opera in scena da stasera al Comunale Cast di livello. A dirigere è Christopher Franklin

30 maggio 2014
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CAGLIARI. Undici anni fa l’elegante edizione di Medcalf e Korsten. Mentre stasera, «Die Zauberflöte» (Il flauto magico) di Mozart, tornerà al Comunale (ore 20,30) nell’allestimento di Roberto Andò. Ideato nel 2001, per il Massimo di Palermo e il Regio di Torino, riprende vita nel secondo appuntamento con la Stagione operistica del Lirico. La regia è ripresa da Riccardo Massa, con i costumi di Nanà Cecchi, le scene di Giovanni Carluccio, autore delle luci, curate da Giuseppe Di Iorio. Sette rappresentazioni fino all’8 giugno, ma nove in realtà se vi sommiamo pure due repliche mattutine, nelle quali l’attore/presentatore Massimiliano Medda illustra l’opera ai più giovani. Sul podio salirà Christopher Franklin, direttore statunitense già apprezzato la scorsa Stagione per «Così fan tutte». Per quanto riguarda il primo cast, oggi saranno impegnati fra i personaggi principali: Bernhard Berchtold (Tamino), Nadine Sierra (Pamina), Cornelia Goetz (la Regina della Notte), Bjarni Thor Kristinsson (Sarastro) e Markus Werba (Papageno). L’allestimento, che all’epoca dell’esordio riscosse un ampio consenso di pubblico e critica, si rivelò spettacolo d’una certa godibilità visiva, recupero dell’originaria concezione di Schikaneder, attore, cantante, impresario, librettista del «Flauto magico», che assieme a Mozart auspicava la valorizzazione del teatro popolare austriaco e tedesco. Dunque, spazio all’elemento “zauber”, fiabesco e magico, alla leggerezza, all’esotismo metastorico di un Egitto liberamente reinventato. E meno peso, perciò, al simbolismo esoterico e massonico, pur presente, ma già di per sé abbastanza esplicito, senza ulteriori sottolineature sceniche. Penultimo lavoro teatrale, K620 secondo il Catalogo Köchel, ultimo invece se si considera la data della prima rappresentazione assoluta, nel settembre 1791. Singspiel, ovvero connubio di canto e parola recitata, diviso in 2 atti, è quasi la “Gesamtkunstwerk” di Mozart, la sua “opera d’arte totale”, dal carattere quasi onnicomprensivo: serio e faceto, sacro e profano, natura e cultura, dramma e commedia, arguta descrizione psicologica e fenomenologica, e al contempo allegoria immaginifica e suggestiva.

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