La Nuova Sardegna

confronto sul Patto e Riforme

Il fronte dei sindaci spaccato: l’Anci diserta il Consiglio

CAGLIARI. Aventiniani da una parte, disponibili al dialogo dall’altra. Nel giorno delle buone notizie romane, il fronte compatto dei sindaci ha vacillato mercoledì e 24 ore dopo, ieri, si è spaccato...

30 maggio 2014
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CAGLIARI. Aventiniani da una parte, disponibili al dialogo dall’altra. Nel giorno delle buone notizie romane, il fronte compatto dei sindaci ha vacillato mercoledì e 24 ore dopo, ieri, si è spaccato (ed è clamoroso) in due tronconi. Prima di conoscere l’esito della missione nella Capitale dell’assessore regionale al Bilancio e comunque insoddisfatte dagli impegni del mercoledì della Giunta Pigliaru su trasferimenti e Patto di stabilità, sul colle della protesta ieri sono salite tre associazioni: quella ufficiale dei Comuni, l’Anci, poi l’Asel (Enti locali) e l’Aiccr, che riunisce i Consigli comunali e le Regione d’Europa. Per tagliare i ponti con la Regione, come avevano annunciato qualche ora prima, insieme non hanno risposto alla convocazione della commissione riforme del Consiglio regionale impegnata nei «lavori per il riassetto delle istituzioni». All’incontro si è presentato invece il Consiglio delle autonomie locali, Cal, che in mattinata si era dissociato dalla presa di posizione polemica delle tre associazioni.

Assenti. Quelli dell’Aventino di prima mattina hanno confermato di aver «interrotto i rapporti con la Regione dopo aver avuto la conferma che la Giunta continua a non dare una risposta, certa e credibile, alle istanze dei Comuni». Dunque, «all’incontro non ci presentiamo».

Presenti. Il presidente del Consiglio delle autonomie locali, Giuseppe Casti, al vertice invece ha partecipato, per dire, ancora una volta: «I crediti della Regione nei confronti dei Comuni continuano a crescere. Il Patto di stabilità è diventato per noi sindaci una prigione e lo è anche la burocrazia. I nostri pareri sono stati finora sempre ignorati dal Consiglio. Serve una soluzione immediata, altrimenti rischiamo lo sfascio in tutti i Comuni ma siamo disposti a collaborare per le riforme purché questo sia il momento delle decisioni anche sul caos delle ex Province». Dunque, «vogliamo essere protagonisti in questa stagione di cambiamento».

La bacchettata. A darla agli assenti è stato il presidente della commissione Riforme, Francesco Agus di Sel, che ha detto: «Gli organismi provvisori di organizzazioni serie come l’Anci (la presidenza è retta da un vicario, Emidio Contini, insieme al direttore Umberto Oppus, entrambi dell’Udc) abbiano utilizzato come pretesto un appuntamento importante di riflessione in Consiglio, per ritagliarsi uno spazio di visibilità personale e forse nel farlo si sono ispirati a quel personaggio del film di Nanni Moretti, che diceva: mi si nota di più se vengo o non vengo? Ma il loro è stato ed è soprattutto un atteggiamento polemico sbagliato: il terreno delle riforme deve essere comune per migliorare la qualità della vita dei sardi».

Le reazioni. Con gli aventiniani, si sono schierati i Riformatori, che in Consiglio sono all’opposizione: «Ai sindaci la maggioranza di centrosinistra continua a offrire solo illusioni». Sul fronte opposto, quello del centrosinistra, a prendere posizione è stato il consigliere regionale di Irs, Gavino Sale, anche se nelle vesti del paciere: «Serve un fronte compatto, le divisioni finiscono per indebolirci nel confronto con lo Stato». Ma per ora dal colle della protesta ancora nessuno è sceso. (ua)

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