La Nuova Sardegna

Lingua blu, gli indennizzi fanno litigare il Consiglio

di Umberto Aime
Lingua blu, gli indennizzi fanno litigare il Consiglio

Il centrodestra: «Nella legge c’è una clausola che prevede soldi-fantasma» Il centrosinistra: «La copertura finanziaria c’è, il resto sono solo provocazioni

30 maggio 2014
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CAGLIARI. La legge per pagare gli indennizzi alle aziende colpite dall’epidemia di lingua blu è stata appena approvata dal Consiglio regionale ed è subito diventata un caso politico. Un caso su cui centrodestra, minoranza, e centrosinistra, maggioranza, si sono scontrate in campo aperto e senza esclusione di colpi.

L’attacco. È stato il centrodestra da Forza Italia ai Riformatori, dal Psd’Az all’Udc fino a Fratelli d’Italia, ad accendere le polveri. «Per la prima volta – ha detto il capogruppo di Fi, Pietro Pittalis – in una legge regionale è stata inserita la clausola che di fatto non garantisce la copertura finanziaria dei 33 milioni previsti per gli indennizzi. Con questa sorta di copertura virtuale – ha aggiunto – non si fa altro che scatenare nuove illusioni, perché in effetti quelle risorse sappiamo già da ora che non saranno disponibili a meno che non cambino i vincoli imposti dal Patto di stabilità». È una sorta di buco nero, o meglio ancora «è come sul tavolo i soldi del Monopoli e non quelli veri», ha denunciato il capogruppo del Psd’Az, Christian Solinas: «È evidente – ha detto – che non c’è stato coordinamento fra la Giunta e la sua maggioranza in aula. Alla fine proprio per i finanziamenti hanno dovuto metterci una pezza, la famosa clausola, ma sanno già bene che quei 33 milioni non ci sono e quindi le aziende non saranno pagate». È stato l’ex assessore all’Agricoltura Oscar Cherchi (Forza Italia) a proporre la soluzione: «Questa legge deve ritornare in aula e i finanziamenti dovranno essere recuperati dal bilancio dell’assessorato alla Sanità che non è vincolato dal Patto». Per Gianluigi Rubiu (Udc) «il centrosinistra ha confermato ancora di navigare a vista». Secondo Paolo Truzzu (Fratelli di’Italia) e Modesto Fenu (Zona franca): «L’opposizione ha votato la legge per senso di responsabilità, ma chi governa non può illudere la gente con questi pessimi trucchi».

La replica. Il no secco al ritorno in aula della legge sulla Lingua è arrivato compatto dal centrosinistra. Il primo passo è stato del capogruppo di Sardegna Vera, Efisio Arbau, era sua la proposta di legge poi approvata dal Consiglio: «Il centrodestra – ha scritto nell replica – continua a non distinguere il cane pastore dalle pecore e quindi va solo confusione. Per ogni legge va trovata la copertura finanziaria e quella della clausola, come la chiama il centrodestra, è solo una giusta precisazione di fronte ai vincoli previsti dal Patto di stabilità, ma sappiamo già che la Giunta troverà i soldi per garantire gli indennizzi». Sullo stesso tenore è stata la replica dei due presidenti delle commissioni Attività produttive e Bilancio, Luigi Lotto e Franco Sabatini, entrambi del Pd: «Le contestazioni della minoranza sono inutili, incomprensibili e strumentali. Tutti sanno che ogni spesa pubblica è sottoposta al Patto, ma per la Lingua blu abbiamo la certezza che i 33 milioni ci sono già».

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